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Questi sono gli articoli contenuti.


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spacer.gif     Sicurezza online
Inviato da: pleung di Domenica, 25 Settembre 2005 - 04:47 PM
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  News
1755 Letture

La sicurezza online è sempre più a rischio e gli attacchi con codici "maligni" a scopo di lucro sono sempre più frequenti e mirati, non solo contro aziende ma anche contro desktop di computer privati.
 
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spacer.gif     Gli studios si uniscono contro la pirateria
Inviato da: pleung di Mercoledì, 21 Settembre 2005 - 07:16 AM
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  News
1488 Letture

I sei maggiori produttori cinematografici di Hollywood danno vita ad un consorzio per mettere a punto tecnologie contro la pirateria.
 
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spacer.gif     Il worm che crea il "finto" Google
Inviato da: pleung di Sabato, 17 Settembre 2005 - 05:33 PM
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  News
2179 Letture

ROMA - Un "worm" minaccia Google. Il potente motore di ricerca è a rischio di "vermi" informatici che potrebbero infettare i suoi utenti. Lo ha scoperto PandaLabs, un'azienda specializzata nella sicurezza informatica e antivirus.
 
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spacer.gif     Bulli minorenni si sfidavano sul web nel mirino consolati e aziende
Inviato da: pleung di Venerdì, 22 Luglio 2005 - 01:34 PM
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  News
2016 Letture

Due capi delle bande hanno tredici e sedici anni. Entravano nei sistemi informatici per bloccare e-mail e homepage. Coinvolti altri dieci ragazzi. Denunciati dal rappresentante della Microsoft La GdiF: "Pensavamo di trovare ricattatori adulti. Invece..."
 
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spacer.gif     CONVENZIONI PCN
Inviato da: ids di Mercoledì, 15 Giugno 2005 - 12:13 PM
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  News
1961 Letture

A tutti gli Istituti Consorziati a PCN, siamo lieti di presentare questa nuova sezione del portale. Come potrete immaginare dal suo nome e nello spirito della missione del Consorzio di offrire ai consorziati mezzi di comunicazione moderni per annunziare il Vangelo di Cristo a tutto il mondo, la sezione Convenzioni presenta una serie di accordi a cui possono accedere gli associati PCN. Le proposte fanno capo ad accordi quadro CEI in collaborazione tra il SI.CEI (Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana) e le aziende UNITELM S.p.A. per quanto riguarda licenze software e IDS Informatica S.r.l. per quanto riguarda l'hardware.
 
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spacer.gif     I mille modi più folli per distruggere un pc
Inviato da: pleung di Mercoledì, 08 Giugno 2005 - 02:08 PM
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  News
1057 Letture

Ricerca degli americani di Kroll Ontrack: curiosità.
 
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spacer.gif     Intervento Arcivescovo Foley Internet e Chiesa cattolica
Inviato da: pleung di Martedì, 07 Giugno 2005 - 03:18 PM
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  News
800 Letture

CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2005 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha preso ieri la parola presso l'Ufficio Informazioni della Conferenza Episcopale Italiana, sul tema: "Internet e la Chiesa Cattolica in Europa".
 
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spacer.gif     X Capitolo Generale - PSMC Don Orione
Inviato da: srmariarita di Venerdì, 15 Aprile 2005 - 06:46 PM
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  News
421 Letture

Il giorno 11 aprile si è tenuta la celebrazione di apertura del X Capitolo Generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità, presso la casa Generalizia a Roma.
 
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spacer.gif     La criminalità viaggia su Internet
Inviato da: pleung di Domenica, 20 Marzo 2005 - 12:07 PM
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  News
411 Letture

McAfee, azienda leader nella sicurezza informatica, ha annunciato i risultati di una indagine indipendente sull'attività delle organizzazioni criminali via Internet. Lo studio, commissionato al Dott. Peter Troxler, criminologo presso l’Istituto Federale di Tecnologia Svizzero, ha evidenziato l'evoluzione delle figure coinvolte nei reati telematici, sottolineando la trasformazione dei semplici hacker isolati in una vera e propria "ciber-mafia".

Tali organizzazioni creano invisibili reti informatiche in grado di commettere crimini su scala globale. In Russia, sono stati registrati dal Ministero degli Affari Interni 7.053 casi di crimini informatici nel 2003, circa il doppio di quelli del 2002 (3.782). Un fenomeno che lo scorso anno ha assunto dimensioni ancora più preoccupanti: solo nella prima parte del 2004 i casi registrati sono stati addirittura 4.995. Lo studio condotto dal Dott. Peter Troxler, dimostra come si stiano evolvendo le strategie criminali. In questi anni si è infatti assistito ad un progressivo abbandono delle intimidazioni fisiche, lasciando il posto ad armi decisamente più sofisticate, come le "bot-nets", reti di sistemi controllate utilizzate per attaccare e ricattare aziende e organizzazioni. In questo contesto cambiano quindi anche le figure coinvolte nelle attività illecite: non più criminali violenti e senza scrupoli, ma giovani hacker, spesso minorenni, che lavorano da casa. La ricerca di McAfee evidenzia inoltre come la criminalità organizzata stia utilizzando Internet per superare i confini geografici nei quali svolgere la propria attività illecita. Grazie alla grande rete, la "ciber-mafia" può colpire utenti che si trovino in un altro continente con estrema facilità. In questo contesto nasce anche la figura del "mercenario informatico", hacker e programmatori in grado di creare codici maligni, denominati "script kiddies", utili a perpetrare attività criminose come furti ed estorsioni. Alcuni di questi professionisti del crimine informatico, creano reti "bots" e le vendono al miglior offerente, dando la possibilità alle organizzazioni criminali di ricattare le aziende con racket ed estorsioni. Un fenomeno, quello delle "bot-nets", in drammatica espansione. Se nel 2003 le nuove minacce erano appena 300 al mese, oggi si è arrivati ad una media di circa 1000 al mese: una crescita esponenziale dovuta quasi totalmente all'utilizzo di reti "bots". Un esempio su tutti è fornito dall'attività di Peter White, alias ''kiss'', che ha concesso l'utilizzo di una "bot" per 28.000 dollari al mese. Stando ai dati emersi dall'indagine, per sfruttare queste "bot-nets" a fini di racket, si paga una tariffa oraria di circa 100 sterline, poco meno di 150 euro.
 
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spacer.gif     Una biblioteca Web per l'Europa come quella di Google
Inviato da: pleung di Sabato, 19 Marzo 2005 - 12:33 PM
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  News
622 Letture

Dalla Francia arriva l'iniziativa di costituire una biblioteca online che metta in risalto le opere francesi e dell'intera Europa. Il progetto è una risposta all'analogo di Google, che ha destato la preoccupazione di un'egemonia anglofona nella cultura del Web.

L'iniziativa di Google di mettere online una biblioteca con la collaborazione delle Università di Standford, Oxford, Harvard e del Michigan, nonché dell'aiuto della New York Public Library, ha destato preoccupazione per la possibilità di una crescente egemonia della lingua anglosassone.

La pubblicazione di opere online esclusivamente in lingua inglese potrebbe avere delle rilevanti conseguenze per la cultura mondiale, a pensarla così Jean-Noel Jeanneney, il responsabile della Biblioteca Nazionale di Francia, e la sua pubblica preoccupazione ha trovato presto una risposta dallo stesso Chirac, che ha deciso di sostenere il progetto di una biblioteca online che dia spazio alla letteratura europea.

La Francia spinge così l'idea di un'identità intellettuale europea e propone un servizio di biblioteca sul Web, disponibile a tutti, nella quale collaborino le maggiori biblioteche francesi ed europee.

Il servizio verrà elaborato dallo stesso Jean-Noel Jeanneney e da Renaud Donnedieu de Vabres, il ministro della Cultura francese, sulla falsa riga di quello già sviluppato da Google.

Chirac & co. hanno spiegato che questa iniziativa non deve essere considerata contraria a quella di Google che interpreta "il desiderio di tutti di poter presentare i propri talenti e le proprie eredità, storia e cultura, e non c'è nulla di ostile in questo".

Semplicemente, per riprendere le parole di Jeanneney, "Non voglio che la Rivoluzione Francese sia raccontata solo da libri scelti dagli Stati Uniti", perché, come sostiene Chirac, "l'eccezionale bagaglio culturale della Francia e dell'Europa deve giocare un ruolo fondamentale".

Google di contro ha dichiarato di "appoggiare tutti gli sforzi tesi a rendere l'informazione accessibile nel mondo" e non si sente affatto intimorita.

Non si tratta di una vera e propria battaglia, ma di un'iniziativa mirata a prendere al volo un treno, e non poteva venire che dalla Francia, il cui "campanilismo intellettuale" in varie discipline ha fatto storia nei secoli.

La Francia ha sempre posto l'attenzione alla conservazione della propria lingua e della propria cultura, per fare un esempio banale una decina di anni fa a Parigi è sparita la possibilità di insegne in inglese e i famosi McDonald riportavano la scritta "mangè vite", traduzione francese di fast food.

Comunque questa competizione online di messa in condivisione della opere letterarie bibliotecarie è piacevole e rappresenta bene questo momento in cui i contenuti in rete stanno diventando sempre più importanti.

Il presidente francese dovrebbe, nelle prossime settimane, cercare il sostegno di altri Paesi europei per dare ampiezza e varietà al progetto.
 
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spacer.gif     Microsoft lancia il servizio per la pubblicità
Inviato da: pleung di Mercoledì, 16 Marzo 2005 - 08:52 PM
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  News
384 Letture

MSN adCenter è la nuova piattaforma per l'advertising online. Google e Yahoo! sono avvisate.

Non c'è due senza tre. Prima l'algoritmo, poi il sistema di ricerca per il desktop. Ora Microsoft sfodera la piattaforma per l'advertising, sperando in questo modo di assestare un colpo decisivo ai suoi due rivali, Google e Yahoo!

Oggi infatti - come spiega un articolo del New York Times - la multinazionale di Bill Gates lancia un proprio sistema di pubblicità online per il suo motore di ricerca: MSN adCenter - questo il nome del servizio, ancora in fase beta - costituisce dunque un passo decisivo nella direzione del promettente mercato delle inserzioni online sponsorizzate, quelle che appaiono prima o dopo i risultati di una ricerca. Una scelta obbligata se si pensa che fino ad oggi la Microsoft si era appoggiata su Overture, il servizio fornito da Yahoo!. Avere un sistema di advertising indipendente è strategicamente vitale, ha commentato a questo proposito il chief executive della multinazionale, Steve Ballmer.

«La pubblicità - ha aggiunto - diventerà per noi una fonte di entrate importante e a lungo termine». Il servizio verrà testato nei prossimi sei mesi in Francia e a Singapore. Poi sarà pronto per scendere nell'arena con Google e Yahoo!.

Carola Frediani
16 marzo 2005

 
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spacer.gif     Longhorn, sempre più simile a un 'normale' Windows
Inviato da: pleung di Mercoledì, 16 Marzo 2005 - 08:49 PM
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  News
367 Letture

Non è vero, WinFS non è morto, dice Tom Rizzo, direttore del product management di SQL Server in Microsoft. Anzi, la prossima e tanto osannata generazione di file system sarà anche portata su Windows XP, promette Rizzo. Un aggiornamento pubblico sull'argomento è previsto per la prossima Professional Developers Conference (PDC), prevista a settembre.

Avere WinFS su Windows XP va bene, ma che dire di Windows Server 2003? Su questo punto Rizzo non è stato molto chiaro. Per il resto ormai di WinFS si sa quasi tutto, tranne quando sarà finalmente disponibile. Lanciato con grande enfasi alla PDC del 2003, quando Bill Gates lo definì "il santo graal dell'informatica", la realizzazione di un sogno lungo dieci anni, doveva essere parte integrante di Longhorn. In seguito Longhorn ha subito vari ridimensionamenti e parecchi ritardi, così WinFS è diventato un progetto a sé. In teoria dovrebbe arrivare sui client il prossimo anno, e dovrebbe permettere di svincolare i dati da applicazioni, interfacce e dallo stesso file system in modo da poterli salvare e condividere universalmente. Sempre in teoria, le funzioni di ricerca potrebbero essere estese dal desktop alla rete, fino ai Web services.

In pratica, almeno finora, nessuno ha visto una versione di WinFS anche solo lontanamente funzionante. Tanto che alcuni sono arrivati a dubitare fortemente del progetto. WinFS sarà certamente ancora in fase beta quanto Longhorn sarà già sugli scaffali, e non entrerà nella versione server di Longhorn, prevista nel 2007. Secondo le dichiarazioni ufficiali di Microsoft la prima versione server di Windows che sarà equipaggiata con il fantastico (o fantomatico?) file system sarà il primo aggiornamento di Longhorn, ed è plausibile che non arrivi nemmeno entro la fine del decennio (lo ha dichiarato Bob Muglia, senior vice president della divisione Windows Server, nel dicembre del 2004).

L'idea, come spesso accade, era molto interessante. Un file system 'semantico', in grado di superare il concetto di cartella e di collocazione fisica del file. Tutto grazie ad alcune funzionalità, tipiche dei database relazionali, inserite nel sistema operativo. Proprio per questo, almeno all'inizio, si pensava che il ritardo di WinFS fosse strettamente collegato con quello di SQL Server 2005, alias Yukon. Ma ora che il nuovo SQL Server è in dirittura d'arrivo, che ne sarà di WinFS?

Le dichiarazioni di Rizzo lasciano intendere che lo sfortunato progetto potrebbe avere un destino simile a quello di altre tecnologie collegate a Longhorn. Per esempio, Avalon: Microsoft ha spesso promesso di portare il sistema di presentation anche su versioni precedenti di Windows. Anche se in occasione del lancio, alla PDC del 2003, la linea di Microsoft era chiara: nessuna di queste tecnologie sarà disponibile su prodotti precedenti. L'unica eccezione era Indigo, il motore di messaging di Longhorn. Ora, invece, sembra che accadrà il contrario e che le tre tecnologie chiave che avrebbero fatto di Longhorn una novità assoluta, quasi epocale, saranno disponibili anche per Windows XP. Ma allora quale differenza ci sarà tra i due sistemi?

Secondo Gartner Longhorn sembra sempre più una soluzione temporanea, non più un'innovazione ma quasi una release di passaggio, e per questo consiglia agli utenti aziendali di restare su Windows XP. Forse anche analisi simili hanno convinto Microsoft a portare le tecnologie più importanti anche sulle versioni precedenti del sistema operativo. Naturalmente la motivazione ufficiale non è questa, ma assicurare la compatibilità con i sistemi precedenti e rendere le nuove tecnologie ampiamente disponibili. Ironia della sorte: alla PDC del 2002 Microsoft aveva usato argomentazioni molto simili per 'giustificare' la scelta di non rendere disponibili le stesse tecnologie anche sui sistemi precedenti.

di Emiliano Brunetti
 
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spacer.gif     Internet Explorer 7.0: emergono i primi dettagli
Inviato da: pleung di Mercoledì, 16 Marzo 2005 - 08:47 PM
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  News
351 Letture

Dopo che Microsoft ha anticipato, lo scorso mese, che verrà rilasciata una versione di browser Internet Explorer indipendente dal sistema operativo Longhorn, emergono ora alcuni dettagli sulla prossima versione del popolare browser Microsoft.

Microsoft ha rimarcato come alla base della versione 7.0 del browser Internet Explorer vi sia la ricerca di una superiore sicurezza nella navigazione. Una volta rilasciato, questo browser opererà con Windows XP Service Pack 2, con Windows 2003 Server Service Pack 1 e con i nuovi sistemi operativi Windows XP Professional x64.

Il nuovo browser, stando alle informazioni attualmente disponibili, integrerà supporto a international domain name (IDN), alla funzionalità transparent Portable Network Graphics (PNG) per la generazione di immagini in overlay sulla finestra del browser.
Come già segnalato, alla base di questo nuovo browser troveremo varie funzionalità miranti ad aumentare la sicurezza della navigazione.
 
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spacer.gif     PCN cerca vocazione
Inviato da: stefbort di Martedì, 05 Ottobre 2004 - 07:00 AM
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  News
952 Letture

La verifica tecnica è stata anche occasione per sondare le motivazioni ed i valori del Consorzio. Sono cambiati i tempi ma non la mission.

 
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spacer.gif     Internet, attenzione alle immagini Jpeg infette
Inviato da: pleung di Venerdì, 01 Ottobre 2004 - 07:02 AM
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  News
408 Letture

Alcuni file allegati in gruppi di discussione inglesi contengono due programmini capaci di «possedere» a distanza il pc.

MILANO - Attenzione alle immagini su Internet, soprattutto a quelle piccanti: per qualcuno potrebbero essere la chiave con cui prendere possesso del computer. Qualche giorno fa, era stata diffusa la notizia che una nuova vulnerabilità nei software Microsoft sfruttava le immagini in formato Jpeg, la maggioranza di quelle utilizzate sui siti Internet. Ora la falla è stata sfruttata, e ha cominciato a circolare in rete un «programmino» pericoloso. Alcuni Jpeg «infetti» sono stati introdotti su newsgroup (gruppi di discussione) in lingua inglese, soprattutto quelli della famiglia «binaries», che consentono di inviare file allegati ai messaggi. I file pericolosi si trovano in diversi sottogruppi, primo fra tutti «alt.binaries.erotica», contenenti migliaia di immagini.

IMMAGINI CON IL VERME - Si tratta di immagini apparentemente uguali a tutte le altre, ma che sfruttano una versione modificata della falla segnalata da Microsoft, battezzata «Jpeg della morte» («Jpeg of Death»). Il Jpeg contiene al suo interno due programmini perfettamente «legittimi», utilizzati normalmente per controllare un pc a distanza. Tuttavia, in questa occasione, i programmi sono utilizzati come cavallo di troia per «possedere» il computer dell'utente in remoto. Non si tratta quindi di veri e propri virus, ma i Jpeg maligni costituiscono comunque una minaccia. Gli esperti raccomandano quindi di installare le patch rilasciata da Microsoft il 14 settembre.

Corriere della Sera

 
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spacer.gif     Utenza disattenta e PCN non funziona?
Inviato da: stefbort di Giovedì, 30 Settembre 2004 - 07:00 AM
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  News
886 Letture

PCN non va: impostare e aggiornare i propri computer sembra una causa non secondaria nei blocchi dei server vista da giugno ad oggi.

 
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spacer.gif     Telefonia a costi zero
Inviato da: stefbort di Giovedì, 30 Settembre 2004 - 06:00 AM
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  News
510 Letture

SkypeSe ne parla da tempo, ma ormai è una realtà accessibile a chiunque. La telefonia over IP farà crollare gli imperi delle telecomunicazioni?

 
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spacer.gif     Kit antispam
Inviato da: stefbort di Martedì, 28 Settembre 2004 - 07:00 PM
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  News
538 Letture

La redazione PCN ha preparato i manuali per conoscere e difendersi dallo spam. Ecco l'indice.

 
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spacer.gif     Difendersi dallo SPAM
Inviato da: stefbort di Martedì, 28 Settembre 2004 - 07:00 AM
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  News
404 Letture

Lo spamming è un fenomeno in costante aumento verso il quale sono possibili spesso solo azioni di tamponamento, mentre risulta molto difficile "prevenire" il problema.
Tuttavia, è possibile difendersi con alcuni piccoli accorgimenti. Ecco quelli pronti all'uso.

 
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spacer.gif     Perché PCN non funziona
Inviato da: stefbort di Martedì, 28 Settembre 2004 - 06:00 AM
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  News
641 Letture

Ecco il perché. Una dura verifica, ancora in corso, mette in luce una combinazione “quasi impossibile” di hacker, spam, guasti e leggerezza nell’utenza.

 
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spacer.gif     HELP telefonico
Inviato da: stefbort di Lunedì, 27 Settembre 2004 - 04:44 PM
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  News
565 Letture

Il numero telefonico provvisorio è 09-035.381 e basta specificare l'appartenenza a PCN.

 
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spacer.gif     SPAM: chi sei e che fai
Inviato da: stefbort di Lunedì, 27 Settembre 2004 - 09:37 AM
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  News
482 Letture

E' l'invio di mail a chi non le vuole. Può produrre effetti disastrosi come il blocco dei server di posta accaduto anche a PCN. Conoscerlo significa bloccarlo.

 
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spacer.gif     Spam killer e PCN non va
Inviato da: stefbort di Domenica, 26 Settembre 2004 - 06:12 PM
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  News
429 Letture

Servizio di email lento e la colpa è di uno spam enorme. Tecnici al lavoro per bloccare il flusso spam anche se è domenica.

 
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spacer.gif     PCN non funziona?
Inviato da: stefbort di Domenica, 26 Settembre 2004 - 07:00 AM
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  News
573 Letture

E’ un fatto sotto gli occhi di tutti. Un’osservazione più attenta, però, mette in luce ben altro.

 
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Inviato da: stefbort di Sabato, 25 Settembre 2004 - 04:07 PM
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  News
509 Letture

Non erano ancora le 15.00 ed i tecnici avveritivano che il trasloco dei server era completato.

 
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spacer.gif     Accelera la ristrutturazione PCN
Inviato da: stefbort di Venerdì, 24 Settembre 2004 - 07:00 AM
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  News
500 Letture

Il CDA decide di anticipare la migrazione della propria piattaforma tecnica. Serrata di colloqui e traslochi dei server imminenti.

 
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spacer.gif     Tariffe ADSL, vola la protesta
Inviato da: stefbort di Giovedì, 23 Settembre 2004 - 02:19 PM
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  News
349 Letture

In poche ore raccolte più di 3400 firme attorno alla petizione che chiede un immediato intervento degli operatori per adeguare le tariffe ADSL a quelle degli altri paesi europei.

 
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spacer.gif     Un browser targato Google? Non ancora, ma in futuro...
Inviato da: pleung di Giovedì, 23 Settembre 2004 - 07:31 AM
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  News
367 Letture

ROMA - Google sta per varare un suo browser? L'ipotesi, in giro da tempo, è stata rilanciata ieri con grande evidenza da un articolo apparso sul New York Post. Il quotidiano della famiglia Murdoch sottolinea la recente campagna acquisti di Google tra gli ingegneri di giganti come Microsoft e Sun Microsystems, ricorda che la compagnia di Mountain View ha ospitato il mese scorso una conferenza degli sviluppatori di Mozilla (principale concorrente di Internet Explorer), mette insieme i puntini e giunge a una conclusione: tutto è pronto perché Google, dopo aver lanciato il suo servizio di posta elettronica Gmail, fornisca anche un programma per navigare sul web.

"Sono teorie che per ora non hanno fondamento", fanno sapere da Google a Repubblica.it. E, a proposito delle nuove assunzioni a Mountain View, spiegano che "le migliori intelligenze nel campo dell'ingegneria informatica sono normale linfa vitale" per la compagnia.

Intanto, però, l'idea di un browser targato Google solletica la fantasia dei navigatori. Su Slashdot, punto di ritrovo preferito dai patiti di tecnologia, qualcuno ha cercato a chi fosse intestato il dominio Gbrowser.com. Alla Google Inc., ovviamente. Dunque, Google non ha per ora intenzione di sfidare Microsoft nel settore dei browser. Ma si sta dotando di tutti gli strumenti per farlo.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     "Quasi un nuovo Windows per garantire la sicurezza"
Inviato da: pleung di Mercoledì, 22 Settembre 2004 - 08:11 AM
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  News
342 Letture

ROMA - "Questa è più di una ServicePack. E' quasi un nuovo sistema operativo". Renato Gobbo, product manager Windows client per Microsoft Italia, descrive così l'ultimo poderoso aggiornamento rilasciato dal colosso di Redmond per il suo sistema operativo Windows XP. Un aggiornamento che dovrebbe blindare milioni di pc nei confronti degli attacchi telematici. In questa intervista a Repubblica.it, Gobbo illustra il nuovo approccio di Microsoft sulla sicurezza.

Dunque, sono risolti i problemi di sicurezza di Windows XP?
"Non esiste un software sicuro in assoluto. Qualunque codice di dieci righe è esposto ad attacchi informatici. Diciamo che d'ora in avanti cambia la filosofia: il sistema operativo diventa un ambiente chiuso nei confronti dell'esterno. Quindi è intrinsecamente più sicuro, più solido della versione precedente. Ma nessun sistema sarà mai sicuro al 100 per cento".

Prima di Sp2, alcuni componenti si installavano durante la navigazione, senza che l'utente se ne rendesse conto. Ora non sarà più così. Finisce dunque l'idea di offrire ai navigatori contenuti e servizi quasi in automatico, senza necessità di particolari interazioni?
"Nella nostra vita incontriamo persone che conosciamo e persone che non conosciamo. Persone di cui sappiamo di poterci fidare e persone sulle quali possiamo dubitare. Su internet funziona nello stesso modo: nei siti fidati gli utenti potranno continuare a usare ActiveX e pop-up. Negli altri siti potranno disabilitarli".

Molte applicazioni funzionano male o non funzionano affatto dopo aver installato Sp2. I vostri concorrenti potrebbero lamentarsi.

"Stiamo parlando di qualche decina di software che dovranno essere aggiornati da parte dei loro produttori. D'altronde, per la causa della sicurezza, ognuno deve essere pronto a fare delle rinunce. ActiveX, ad esempio, è un componente sviluppato da noi, e lo abbiamo limitato. Anche agli utenti saranno richieste un po' più di attenzione e di lavoro. Il bilanciamento è sempre a favore della sicurezza".

La Sp2 include alcune funzionalità, ad esempio il blocco dei pop-up, già presenti in applicazioni concorrenti. Microsoft impara dagli avversari?
"Più che dalla concorrenza, cerchiamo di imparare dal mercato e dai clienti. E dai nostri utenti è emersa la necessità di questo servizio".

A proposito di clienti e mercato. Come giudica la flessione di clienti di Internet Explorer in favore di Mozilla?
"Le notizie a proposito di questa flessione si basano su una ricerca (pubblicata da WebSideStory, ndr) che non abbiamo avuto modo di visionare. Dagli accessi al nostro sito non emerge questo fenomeno. E' una fonte assolutamente parziale, ma sono comunque milioni di pagine viste al giorno".

Indipendentemente dai dati, per la prima volta da tanti anni c'è un browser che ruba la scena ad Explorer.
"Noi abbiamo sempre considerato quello dei browser un mercato assolutamente competitivo, in cui nulla può essere dato per scontato. E' una cosa che abbiamo sempre saputo".

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Microsoft rilascia la ServicePack2 Risposta di Windows agli attacchi
Inviato da: pleung di Mercoledì, 22 Settembre 2004 - 08:02 AM
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  News
2645 Letture

ROMA - Ottanta megabyte per scacciare il fantasma degli attacchi informatici e mettere a tacere le polemiche. Quasi un mezzo sistema operativo per affermare che da oggi si cambia, che per entrare nei computer della gente non basterà più soltanto bussare alla porta. Milioni di dollari investiti e una scommessa: il nuovo terreno di battaglia nel mercato dei sistemi operativi è la sicurezza.

Al termine di un'estate vissuta pericolosamente, tra continui allarmi e attacchi sempre più frequenti, Microsoft risponde a chi accusa i suoi sistemi operativi di essere una specie di groviera, esposti ad aggressioni e intrusioni su ogni lato. La ServicePack2 per Windows XP è in distribuzione in tutto il mondo. I server Microsoft la pompano a tempo pieno nei computer degli utenti (100 milioni di download fino ad oggi). Tra qualche settimana, a chi non ha tempo e banda per scaricarlo, il cd contenente l'aggiornamento sarà inviato a domicilio, gratuitamente. Quasi un milione e mezzo di cd, inoltre, saranno allegati a riviste per essere distribuiti in edicola. Uno sforzo titanico con il quale Microsoft spera di recuperare la fiducia degli utenti, spaventati dalle continue minacce alla sicurezza dei loro pc.

"La Sp2 è quasi un nuovo sistema operativo", dichiara in un'intervista a Repubblica.it Renato Gobbo, product manager Windows client per Microsoft Italia. Dopo l'installazione (che avviene autonomamente per chi ha l'aggiornamento automatico attivato), alcune differenze rispetto al vecchio Windows saltano immediatamente agli occhi. Internet Explorer, riprendendo una funzionalità già presente in software concorrenti, blocca le pop-up, le finestre che si aprono automaticamente quando si visitano alcune pagine web. Una serie di nuovi avvisi mette in guardia circa l'apertura di contenuti potenzialmente pericolosi durante la navigazione. Viene attivata automaticamente una versione rinnovata del firewall che blocca i tentativi di intrusione esterna.

Ma ci sono anche una serie di innovazioni meno evidenti, ma altrettanto importanti. In particolare, la Sp2 gestisce la memoria in modo da impedire i cosiddetti "buffer overrun", vulnerabilità alla base di molti recenti attacchi informatici.

Come sempre quando c'è di mezzo Microsoft, anche il rilascio della Sp2 ha dato adito a polemiche e malumori. In particolare, molti utenti lamentano che alcune applicazioni smettono di funzionare una volta installato l'aggiornamento. Microsoft, riconoscendo il problema, ha stilato una lista di programmi per i quali sarà necessario un intervento da parte dei produttori che li renda compatibili con la Sp2.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Su dieci pc acquistati quattro sono portatili
Inviato da: pleung di Mercoledì, 22 Settembre 2004 - 07:59 AM
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302 Letture

ROMA - Sempre più computer portatili, nelle aziende e nelle case italiane: nel primo semestre di quest'anno, su dieci personal venduti, quattro sono note-book. Lo rivela il rapporto Assinform sull'andamento del settore information technology. E dunque nel periodo considerato, il primo semestre 2004, l'acquisto di pc non fissi è cresciuto del 39,8 per cento, passando, in termini assoluti, da 459.860 a 642.910 unità.

Nel complesso le vendite di pc sono aumentate del 21,2 per cento, per un totale di un milione e 564.035 personal nuovi di zecca. Ma resta il fatto che la corsa ai desktop (i computer da tavolo), pur sostenuta (+11,9 per cento), viaggia comunque a passo minore, rispetto ai laptop (cioè i portatili).

Un fenomeno dovuto - secondo Giancarlo Capitani, amministratore delegato di Netconsulting e curatore dell'indagine Assinform - soprattutto alla diffusione dei cosiddetti "lavoratori senza scrivania". "Si tratta - ha spiegato - di una serie di operatori come consulenti, professionisti, grafici, manager, che lavorano quasi sempre fuori ufficio e per i quali il pc portatile è ormai una necessità".

In generale, comunque, sono le aziende ad aver fatto la parte del leone, nell'acquisto di personal computer:in tutto nel settore sono state acquistate un milione e 362.921 macchine, inclusive di server; mentre nelle case dei privati ne sono finiti 273.914.

L'altro elemento sottolineato dal rapporto Assinform riguarda i prezzi, decisamente in ribasso. E' per questo calo che il fatturato del mercato dell'hardware, è cresciuto nel semestre solo dello 0,2 per cento. Passando da 2.613 milioni a 2.618 milioni di euro.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Browser: le novità in cantiere
Inviato da: pleung di Mercoledì, 22 Settembre 2004 - 07:54 AM
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365 Letture

Per una volta, parlando di software per la navigazione Web, le novità più interessanti non riguardano la «stella» del settore che si chiama Internet Explorer, bensì tutto ciò che occupa la (piccola) porzione che resta. Riguardano per esempio Firefox, il nuovo browser della fondazione open source Mozilla, e soprattutto l'ormai onnipresente Google. Sì, il motore di Mountain View in persona, attorno al quale stanno nuovamente prendendo forma alcune voci sull'imminente rilascio di un programma di navigazione a propria firma. A motivare la nuova ondata di supposizioni questa volta ci sarebbe una mezza dozzina di assunzioni eloquenti che Google ha effettuato nelle scorse settimane. In tale gruppo si nota per esempio la presenza di Joshua Bloch, proveniente da Sun Microsystems, in cui era uno dei principali creatori di applicazioni Java destinate al Web. E ancora di più pesano quelle dei quattro specialisti Internet che hanno avuto ruoli di primo piano nella creazione di Internet Explorer. In quanto a Firefox, va segnalato che l'anteprima della versione 1.0 presentata qualche giorno fa ha già superato il ragguardevole traguardo del milione di download. Per l'esattezza, le ultime statistiche parlano di 1,3 milioni di copie scaricate, e della relativa speranza di successo del prodotto in versione definitiva.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Viruses keep on growing
Inviato da: pleung di Martedì, 21 Settembre 2004 - 07:28 AM
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351 Letture

The volume of worms and viruses is increasing, but the rate of successful attacks has dropped, according to a new report from Symantec.

The antivirus company's biannual Internet Security Threat Report found that 4,496 new Windows viruses and worms were released between January and June, up more than 4.5 times from the same period last year. But the daily volume of actual attacks decreased in the first six months of 2004, Symantec said.

From January through June, 1,237 new vulnerabilities were discovered, with 70 percent in the easy-to-exploit category and 96 percent considered moderate or highly severe. Nearly 39 percent of the total volume of attacks were linked with Web applications.

Slammer worm was the most common attack, with 15 percent of attacking IP addresses performing an attack related to Slammer. Gaobot, also known as Agobot, and its variants increased by more than 600 percent over the past six months and took second place, the company said.

E-commerce was the single most targeted industry, with nearly 16 percent of attacks directed against it, compared with 4 percent reported during the previous six months. Symantec said the rise could possibly be due to attacks motivated by economic gain, reflected to a rising number of phishing scams and spyware. Small businesses were targeted next.

"Exploits are being created more easily and faster than ever, while attackers are launching more sophisticated attacks for financial gain," Arthur Wong, vice president of Symantec's Security Response and Managed Security Services units, said in a statement.

The security software maker said Web application technologies have emerged as attractive targets for attacks, as they are widely used in businesses and can be attacked with relative ease. Nearly 82 percent of Web application vulnerabilities were classified as easy to exploit, Symantec said.

The average number of bots jumped from 2,000 to 30,000 a day. The number of different variants of bots is rising, increasing by 600 percent over the past six months, through peer-to-peer services, Internet relay chat and network file sharing. Adware is becoming problematic, accounting for half of the malicious code submissions.

The software maker said attacks targeted at firewalls, routers and other security devices are likely to go up in future. There may also be more bot networks that employ sophisticated techniques usually difficult to detect and locate. Symantec also expects to see port knocking, which may be used by attackers to create direct connections to potential target systems.

CNETAsia
 
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spacer.gif     Security firm looks to hire alleged Sasser author
Inviato da: pleung di Martedì, 21 Settembre 2004 - 07:26 AM
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351 Letture

Sven Jaschan, an 18-year-old German, who is also thought to be behind the Netsky virus and is currently awaiting trial on virus-writing charges, could be about to enter gainful employment with German firewall company Securepoint.

Securepoint says it would teach the ex-malware maker to be a security programmer. The security vendor says it would like to hire the reformed "script kiddy" because he has knowledge in the field and deserves a chance to prove himself.

However, Jaschan's software training may need to be put on hold for some months--even years. The teen is currently facing charges including data manipulation and computer sabotage, which could see him in jail for up to five years.

Jaschan is thought to be responsible for 70 percent of all virus infections in the first half of the year, and estimates of the damage caused range up to several million dollars.

Some security professionals have expressed unease about Jaschan's potential new job, although they said they'd be happy to see him rehabilitated and contributing to IT. Graham Cluley, senior technology consultant at antivirus company Sophos, said Securepoint would have "an interesting challenge ahead (in) reassuring the media and its customers that it has not set a precedent by 'rewarding' those who, only months before, may have been launching attacks against innocent computer systems."

Cluley also said he would prefer Jaschan to join the ranks of IT as a games writer or Web designer, not a security professional.

One software writer said he would "be worried for the sake of the company" if a virus writer were to join his team. Working on games might help keep ex-virus writers on the straight and narrow, but "unless he was working on antivirus stuff, (his knowledge) wouldn't be that useful," he said.

While Jaschan may have decided to forget about the virus-writing world, it clearly hasn't forgotten about him.

The latest version of MyDoom contains a picture of Jaschan. Mikko Hypponen, director of antivirus research for F-Secure, said the virus-writing community could be trying to mock the teen.

"The photo could be making the point that MyDoom has won the virus war, but then again, Netsky was much more widespread than MyDoom," he said.

CNETAsia
 
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spacer.gif     Marte: primi indizi di batteri
Inviato da: pleung di Martedì, 21 Settembre 2004 - 07:24 AM
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ROMA - Primi indizi della possibile presenza di batteri su Marte. A fornire agli scienzati i segnali per ritenere che sul Pianeta rosso ci siano tracce di vita sotto forma di batteri, è stato lo spettrometro italiano Pfs (Planetary Fourier Spectrometer), che opera nell'ambito della missione europea Esa Mars Express.

L'apparecchio ha rilevato che a 10-15 chilometri dalla superficie di Marte c'è del vapore acqueo risultato ben distribuito e uniforme insieme a una presenza non uniforme di metano. Risultati che sono stati oggi illustrati alla comunità scientifica internazionale dal professor Vittorio Formisano, principal investigator del Ifsi-Cnr, nell'ambito della Conferenza internazionale dedicata a Marte in corso a Ischia fino al 23 settembre, organizzata dall'Agenzia spaziale italiana.

"C'è una correlazione chiara e forte - ha aggiunto Formisano - tra questi risultati e quelli rilevati dalla sonda della Nasa Odyssey", che ha scoperto la presenza di acqua ghiacciata poche decine di centimetri sotto la superficie di Marte nelle stesse tre aree.

Le zone di Marte nelle quali il metano è più concentrato sono quindi le stesse in cui si trova anche una concentrazione maggiore di vapore acqueo e di acqua ghiacciata sotto la superficie. Che ci fosse ghiaccio nella zona equatoriale di Marte era "ampiamente previsto", ha osservato Formisano, e adesso si è visto che "il ghiaccio è instabile e tende a sublimare".

Ciò, ha proseguito il ricercatore, suggerisce l'ipotesi che nel sottosuolo del pianeta, ad una distanza compresa fra 200 e 400 metri, possa trovarsi probabilmente dell'acqua allo stato liquido. Il calore geotermico prodotto nel cuore del pianeta farebbe muovere l'acqua verso la superficie, in modo molto simile a quanto accade nelle sorgenti geotermali esistenti sulla Terra. Su Marte, però, la temperatura bassissima impedirebbe all'acqua di completare il suo cammino verso la superficie e la congelerebbe nel sottosuolo: è il fenomeno che gli esperti chiamano della "tavola ghiacciata".

Gli esperti ritengono comunque necessarie ulteriori indagini per comprendere completamente la correlazione tra questo fenomeno e la presenza di vapore acqueo e metano nell'atmosfera.
Le nuove ricerche permetteranno di stabilire se il processo geotermico che alimenta il fenomeno della tavola ghiacciata è in grado di portare in superficie vapore acqueo e altri gas, come il metano. Ma potranno anche rispondere ad una domanda molto più ambiziosa, chiarendo se possano essere forme di vita batteriologica che vivono nell'acqua presente nel sottosuolo, sotto lo strato di ghiaccio, a produrre metano e altri gas e rilasciarli sulla superficie, e quindi nell'atmosfera.

Le prime risposte potranno venire da ulteriori dati relativi a tracce di altri gas scoperte dal PFS nell'atmosfera di Marte, ora all'esame della comunità scientifica.

Secondo la responsabile per l'Asi dell'Osservazione dell'Universo, Simona Di Pippo, questi dati sono "di estremo valore scientifico. Una conferma del valore dei nostri sforzi, un'indicazione a raddoppiarli".

Dal punto di vista scientifico, ha proseguito Di Pippo, queste rilevazioni "aprono una serie di interrogativi e obbligano a focalizzare la ricerca su alcuni aspetti, sia nella missione Mars Express sia in altre missioni". In pratica si tratterà di raccogliere tutti gli elementi necessari per riuscire a scegliere fra due interrogativi: metano e vapore acqueo presenti su Marte sono il frutto di un'attività geologica? Oppure la loro presenza deriva da "metanogeni", vale a dire forme di vita batteriologica?

Repubblica.it
 
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spacer.gif     PS2 "compatta" nei negozi prima del previsto?
Inviato da: pleung di Martedì, 21 Settembre 2004 - 07:21 AM
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343 Letture

Come è già avvenuto per la prima popolare console da gioco del gigante giapponese dell'elettronica, anche la Play Station 2 avrà presto una sorella gemella in versione ridotta. Circola infatti voce che Sony abbia in progetto di immettere sul mercato la ribattezzata "PS two" (stavolta in lettere) non più tardi del prossimo 26 ottobre. Secondo le stesse indiscrezioni, inoltre, assieme all'apparecchio per videogiochi sarà presentato anche il nuovo Grand Theft Auto: San Andreas. Per quanto riguarda i dati tecnici, le dimensioni della nuova PS two saranno decisamente ridotte, ovvero sarà più piccola di circa il 30 per cento rispetto alla prima versione. Tuttavia, pare che lo stesso risparmio non potrà essere apprezzato nel prezzo, che dovrebbe rimanere attorno ai 149 dollari. Se da un lato la casa produttrice non ha dato conferma ufficiale dell'imminente lancio della console, né ha rivelato piani e strategie ad essa relativi, dall'altro ha già provveduto a registrare il copyright sul nuovo nome, il che farebbe appunto supporre che la piattaforma sia pronta a fare la propria comparsa ufficiale. Senza contare inoltre che dal 24 al 26 ottobre avrà luogo il Tokyo Game Show: quale migliore opportunità per sorprendere appassionati ed esperti del settore con un nuovo prodotto?

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Microsoft lets governments into Office
Inviato da: pleung di Lunedì, 20 Settembre 2004 - 07:27 AM
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Microsoft is set to add Office to its program that allows governments to view source code for key applications.

The software maker plans to announce in Paris later today that Office 2003 will be added to its Government Security Program (GSP), launched in early 2003 to address growing security concerns. The program gives government agencies secure access to source code for key Microsoft programs--initially, the current versions of the Windows operating system.

Its stated goals include allowing government IT workers to conduct more thorough security audits and to build custom applications on top of Microsoft products. But the move was also widely seen as an attempt to counter growing government interest in open-source software, which has been given preferential status by numerous government entities.

The program covers more than 60 countries with intellectual property protection deemed adequate by Microsoft, including China and most of Europe.

Governments have made wide use of access to Windows source code, said Jason Matusow, director of Microsoft's Shared Source Initiative, the wider program by which Microsoft allows selective access to source code. They also have requested that the program be expanded, Matusow said, asking in particular for access to the main applications in Office, Microsoft's widespread productivity package and the most common vehicle for creating text documents.

Besides security, specific concerns surrounding Office include better understanding of its file formats to allow interoperability with other document applications. Governments also have substantial concerns about archiving and ensuring long-term access to documents, Matusow said.

"The idea throughout the entire GSP program is we can't decide for each government what's important to them--they have to do that for themselves," he said. "But one of the things we hear often is that they want assurance they can replicate those formats potentially far into the future."

Microsoft has already opened access to the dialects of XML (extensible markup language) that Office 2003 can use to save documents. But most documents are still created in proprietary Microsoft formats such as the .doc extension used by Word.

"We're encouraging participation in XML exchange," Matusow said, but governments "want to see how we're writing things to disk. They're going to be able to see how we do the whole file format."

Matusow said it's too early to say whether Office would be included in the broader Shared Source effort, where source code access is extended to nongovernment agencies.

"This is the first time we've ever shared Office source code," he said. "We're open to conversations with all types of customers and partners, but we have to walk before we start running."

In addition to getting access to source code, participating governments can schedule time with Microsoft engineers, Matusow said.

"The Government Security Program initially was just about the source code, and we learned that wasn't enough," he said. "One of the things we're doing is inviting governments to send their engineers to Redmond to work with our engineering teams. They can potentially sit with the engineer who wrote that code and talk through the issues they have."

CNET News.com
 
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spacer.gif     Sul web i manoscritti di Palestrina
Inviato da: pleung di Lunedì, 20 Settembre 2004 - 07:24 AM
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ROMA, 19 SET - Catalogati in digitale e disponibili per studiosi e musicisti sul web alcuni manoscritti di musica sacra di Giovanni Pierluigi da Palestrina. L'operazione si deve alla Fondazione 'Paolo di Tarso' che sul suo sito conservera' i preziosi codici n.56 e n.59, custoditi nell'Archivio Musicale dell'Arcibasilica di S. Giovanni in Laterano. Sono stati digitalizzati altre partiture rare di musica monodica e polifonica di autori come Giovanni Andrea Dragoni e Giovanni Battista Pergolesi.

ANSA
 
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spacer.gif     Microsoft, nuova falla: occhio alle immagini Jpeg
Inviato da: pleung di Domenica, 19 Settembre 2004 - 04:10 PM
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Sono numerosi i programmi interessati. La casa di Redmond invita ad «aggiornare immediatamente» il computer.

MILANO - Microsoft ha annunciato di aver scoperto una nuova «falla» in numerose sue applicazioni (e fra queste Internet Explorer e Office 2003): contengono una vulnerabilità definità «critica», che può consentire a un eventuale aggressore di prendere il controllo di un sistema. La falla può essere chiusa installando la «patch» rilasciata da Microsoft (in ben 26 versioni) ed è stata individuata nel codice che il sistema operativo e altri software utilizzano per visualizzare immagini nel popolare formato Jpeg, quello utilizzato ad esempio dalla maggior parte delle immagini pubblicate su Internet.

LA «PEZZA» - Al momento non è stato segnalato nessun utilizzo distruttivo di questa falla, ma Microsoft, nel suo bollettino di sicurezza, ha raccomandato ai propri utenti di «aggiornare immediatamente» il computer. Gli esperti di sicurezza spiegano che un aggressore potrebbe utilizzare la vulnerabilità per «prendere il completo controllo del sistema vulnerabile, incluso installare programmi; visualizzare, modificare o cancellare dati; o creare nuovi account con pieni privilegi». Per sfruttare la falla, l'utente potrebbe essere invitato a visitare una certa pagina Internet oppure ad aprire un'immagine Jpeg creata ad arte.

FALLA CRITICA - Secondo Microsoft, la falla affligge Windows XP (ma non se è stato aggiornato con il nuovo Service Pack 2) e Windows Server 2003, oltre a una serie di applicazioni quali Office XP e 2003, Internet Explorer 6, Project 2002 e 2003, Visual Studio.NET 2002 e 2003 e Picture It! 9 e 2002.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Pirateria musicale in Italia è al 25% mercato
Inviato da: pleung di Domenica, 19 Settembre 2004 - 04:09 PM
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VERONA - In Italia il fenomeno della pirateria musicale è ancora troppo diffuso. Interessa infatti attorno al 25% del mercato, rispetto ad una media europea che è sotto il 5%. Il dato è stato reso noto a Verona dal direttore generale della federazione industria musicale italiana (Fimi), Enzo Mazza, durante il convegno «Di chi è la musica nell'era digitale?» alla quale è intervenuto tra gli altri il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.

MUSICA PIRATA - Secondo Mazza in Italia si consumerebbe più musica piratata che nel resto d'Europa perchè nel Paese la percentuale di coloro che pensano che non vi sia nulla di male ad acquistare prodotti musicali falsificati è al 37%, in diminuzione rispetto al 50% del 2002, ma sempre lontana dai Paesi leader in Europa, dove è sotto il 10%.

Mazza ha ricordato che la rapida diffusione di piattaforme legali per la distribuzione di musica on-line negli Usa e in Europa, con offerta ampia e articolata «sta dimostrando che l'alternativa alla pirateria esiste e si sta consolidando con un certo apprezzamento da parte dei consumatori». L'offerta di varie società che operano in rete ha consentito di rendere disponibili oltre mezzo milione di titoli su oltre trenta siti soltanto in Europa. Le previsioni di crescita, tenendo conto che secondo gli analisti il 2004 costituirà il vero spartiacque, mostrano trend positivi «con un mercato - ha aggiunto Mazza - che nel 2009 dovrebbe raggiungere i tre miliardi di euro solo in Europa. Per l'Italia si parla di un mercato di oltre 200 milioni di euro nel 2009».

POSSIBILE INVERSIONE DI TENDENZA - Per ora ci sono timidi segnali, in un mercato musicale che ancora nel primo semestre 2004 ha perso nel nostro Paese il 6% del fatturato (oltre il 10% solo il segmento Cd), «ma sicuramente - ha auspicato Mazza - un'inversione di tendenza è possibile». «In questo contesto - ha aggiunto il direttore della Fimi - la vera sfida che il digitale pone all'industria musicale è quella di riconquistare la fascia più giovane di acquirenti, più ricettiva verso le nuove tecnologie». Mazza ha infine espresso l'auspicio che per il digitale si possa arrivare ad una concertazione, «un patto dove tutti i soggetti in gioco lavorino insieme per favorire lo sviluppo e la tutela dei contenuti, come risorsa strategica per il definitivo decollo dei contenitori in una proiezione congiunta ed omogenea e non disgiunta e conflittuale com'è oggi». «Allo stesso tempo - ha concluso - gli stessi soggetti devono poter isolare e ridurre al minimo l'impatto dela contraffazione e della pirateria on-line».

L'OPINIONE DEL MINISTRO GASPARRI - D'accordo con Mazza si è detto anche Gasparri il quale ha detto che contro la pirateria il governo «risponde come ha detto giustamente (in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera) Adriano Celentano: se tutti rubassero il pane nessuno lo produrrebbe più perchè non avrebbe nessun valore».

Numerosi anche i rappresentanti del mondo della musica italiana presenti al convegno di Verona. Tra gli altri, l'ex cantante Caterina Caselli, ora presidente della casa discografica Sugar, che ha sottolineato: «non c'è dubbio la canzone su internet deve essere pagata, magari poco, ma non può essere completamente gratuita, perchè dietro alla canzone c'è un grande lavoro di tanti professionisti».

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Microsoft, altra falla per Windows sfrutta un codice per le immagini
Inviato da: pleung di Venerdì, 17 Settembre 2004 - 07:40 AM
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ROMA - Una nuova falla è stata individuata nel sistema operativo Microsoft Windows. E' la stessa azienda di Redmond ad annunciarlo, definendo "critica" questa vulnerabilita e mettendo subito a disposizione degli utenti la patch che blocca i pirati informatici.

Di che cosa si tratta? Semplicemente di un codice - presente in molti programmi dei sistemi operativi Windows XP (fino al service pack 1) e Windows server 2003 - che si esegue quando si utilizzano file immagine del diffusissimo formato jpeg. Praticamente la quasi totalità delle immagini presenti su Internet. La trappola - spiegano gli esperti della maggiore azienda di software del pianeta - potrebbe scattare con un invito a visitare una pagina Web dove si trova l'immagine jpeg. Un file che potrebbe anche essere inviato in allegato con una semplice mail.

Al momento - spiegano alla Microsoft - non risultano casi di attacchi per mezzo di questa falla ma ci sono tutte le condizioni perché un malitenzionato possa prendere il controllo del computer proprio sfruttando questo particolare codice. E quindi installare programmi, modificare o cancellare dati o creare nuovi account con pieni di amministratore. Con conseguenze che è facile immaginare.

Questo codice è presente in moltissime applicazioni della Microsoft (molte delle quali legate alla suite Office, in particolare quelle che fanno largo uso di immagini), installate su computer con sistema operativo Window Xp Windows Xp service pack 1 e Windows Server 2003. Naturalmente, oltre alla patch per turare questa falla, agli utenti di Xp basta aggiornare il proprio sistema con il service pack 2 per non correre alcun rischio.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Internet Explorer, segnali di crisi Non si ferma la flessione di clienti
Inviato da: pleung di Venerdì, 17 Settembre 2004 - 07:38 AM
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ROMA - Internet Explorer perde quote di mercato. Per il terzo mese consecutivo il browser di casa Microsoft, il programma più usato per navigare su internet, perde clienti in favore dei software concorrenti, Mozilla su tutti. Una flessione modesta (l'1,8 per cento in tre mesi), ma costante, che suona come un campanello d'allarme per il colosso di Redmond. Dalla fine degli anni Novanta, Internet Explorer aveva sempre guadagnato nuovi clienti.

Il calo di Explorer è iniziato a luglio, quando una serie di attacchi informatici hanno messo in allarme utenti ed esperti circa la sicurezza del browser di casa Microsoft. Persino il Cert, la task-force del governo statunitense per le emergenze telematiche, aveva segnalato la possibilità di usare browser alternativi per non esporsi alle vulnerabilità di Explorer.

Secondo i dati della società di ricerche WebSideStory, a giugno, Internet Explorer deteneva il 95,5 per cento del mercato. Tre mesi più tardi, la sua quota e scesa al 93,7 per cento. Le cifre dimostrano che chi ha abbandonato il software Microsoft è passato praticamente in blocco a Mozilla e Firefox, browser nati da una costola del vecchio Netscape, che si dividono il 5,2 per cento del mercato. Una minima parte, lo 0,1 per cento, ha scelto il browser Opera.

Bill Gates e soci minimizzano: "Non abbiamo registrato nessuno spostamento significativo", ha dichiarato un portavoce. In effetti, il dominio di Microsoft è stato solo scalfito e non si vede nessuno in grado di mettere in discussione, nel breve termine, il suo primato nel mercato dei browser. Ma la tendenza c'è, ed è preoccupante.

Gli operatori di settore, invece, vedono positivamente la crescente diversificazione nel settore dei browser: "Il web è un ecosistema che trova giovamento e possibilità di evoluzione solo nella diversità", dichiara a Repubblica.it Giacomo Tufano, desktop e mobility practice manager per Sun Microsystems Italia. "Per gli utenti diversità significa libertà di scelta. E la presenza di piattaforme alternative giova anche a quelli che sono i pilastri della rete, cioè i server che ospitano le pagine Web".

D'altro canto, l'improvvisa popolarità ha esposto anche la famiglia Mozilla a problemi di sicurezza. Un browser che supera il 5 per cento del mercato comincia a diventare un boccone ghiotto per i pirati informatici. Per questo, il mese scorso, gli sviluppatori del software hanno deciso di pagare gli utenti che li aiutano a scovarne le vulnerabilità. I primi frutti di questa inedita politica si sono visti proprio questa settimana: Mozilla ha reso note dieci grave falle dei suoi browser, ma nello stesso momento ha rilasciato le versioni "aggiustate" dei software, battendo sul tempo qualunque malintenzionato.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Oscar: Dvd criptati contro i pirati
Inviato da: pleung di Mercoledì, 15 Settembre 2004 - 07:21 AM
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WASHINGTON, 14 SET - Gli Oscar hanno adottato una nuova arma per sconfiggere i pirati: i DVD criptati. La Academy distribuira' ai seimila membri che votano per gli Oscar un lettore DVD speciale in grado di leggere i dischetti criptati che saranno inviati dagli studios con pellicole in lizza per le prestigiose statuette. Ora nel giro di pochi giorni i film finiscono nelle mani dei 'pirati' per rimbalzare sul mercato nero (da Internet ai mercati asiatici).

ANSA
 
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spacer.gif     Web: 8 'hacker' su 10 in Brasile
Inviato da: pleung di Mercoledì, 15 Settembre 2004 - 07:19 AM
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RIO DE JANEIRO, 13 SET - Otto hacker su dieci del pianeta si trovano in Brasile paese in cui vengono creati due terzi dei siti di pedofilia su internet. In base a stime della polizia federale brasiliana 'nel paese le frodi finanziarie che passano attraverso internet e la posta elettronica hanno superato ampiamente la somma del risultato degli attacchi alle banche'. 'La principale difficolta' e' che gli hacker depositano le loro informazioni fuori del paese', ha aggiunto un funzionario di polizia.

ANSA
 
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spacer.gif     Web: tollerare 'furti' giovanissimi
Inviato da: pleung di Mercoledì, 15 Settembre 2004 - 07:18 AM
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ROMA, 14 SET -'Bisognera' avere un occhio di riguardo per i giovanissimi che scaricano cose da internet per uso personale e privato', cosi' Urbani. Nel suo intervento agli Stati Generali dell'editoria, il ministro ricordando la legge sulla pirateria ha sottolineato che 'sempre di furto si tratta, ma in una societa' mammista come la nostra possiamo chiudere un occhio'.

ANSA
 
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spacer.gif     Nasce il P2P di gruppo
Inviato da: pleung di Mercoledì, 15 Settembre 2004 - 07:10 AM
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455 Letture

Prima o poi doveva succedere. Prima o poi P2P e interazione sociale, due dei fenomeni più interessanti e popolari della Rete, dovevano unirsi. Cercando di mettere insieme le enormi potenzialità di scambio di contenuti garantite dai servizi di file swapping con la sintonia che si crea quando una selezionata cerchia di individui si «sceglie» in virtù di gusti e tendenze comuni. È a cavallo di questa intuizione che si muove Grouper, un software che permette di creare delle mini-comunità P2P tra gruppi di amici e conoscenti. Piccoli circoli di affini liberi di far circolare contenuti digitali senza scandalizzare la Riaa. Sì, perché nelle micro-comunità virtuali rese possibili da Grouper ci si può scambiare di tutto (documenti, immagini, video) ma non file musicali. Quando si tratta di mp3, infatti, l'unica forma di condivisione consentita dal software è lo streaming, l'ascolto senza possibilità di download. Con buona pace delle etichette che nulla dovrebbero aver da ridire su una soluzione che consente la divulgazione virale di brani tra persone dai gusti simili, la più preziosa forma di marketing. Dal punto di vista tecnico Grouper non inventa nulla di nuovo. Si limita a porre la tecnologia al servizio di (buone) idee già in circolazione e a rendere molto agevole di prima la formazione di comunità online caratterizzate dalla fiducia dei membri, che è la miglior garanzia per la proliferazione dello scambio di conoscenza.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Microsoft e-mail proposal dealt setback
Inviato da: pleung di Martedì, 14 Settembre 2004 - 07:42 AM
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  News
364 Letture

Internet engineers working on a standard for identifying the source of e-mail messages voted down a proposal by Microsoft to make some of the company's intellectual property a mandatory part of the solution.

On Saturday, a co-chair of the technical working group responsible for developing a standard for authenticating the origin of e-mail messages summarized the results of a vote by the group members. The group--part of the Internet Engineering Task Force and more formerly known as the MTA Authorization Records in DNS, or MARID, working group--decided that Microsoft's insistence on keeping secret a possible patent application on its proposed technology was unacceptable.

"The working group has at least (reached a) rough consensus that the patent claims should not be ignored," Andrew Newton, one of two co-chairs of the working group, wrote in an e-mail to the group's discussion forum. "It is the opinion of the co-chairs that MARID should not undertake work on alternate algorithms reasonably thought to be covered by the patent application."

The ruling comes about three weeks after the two chairs of the working group, Marshall Rose and Andrew Newton, called for a virtual show of hands from engineers over whether they would deploy a hybrid technical specification that used Microsoft's technology. Open-source software groups, including those that manage the development of the Apache Web server and the Debian distribution of Linux, took umbrage with Microsoft's lack of clarity on issues of the company's intellectual property claims on the combined proposal, known as Sender ID.

Newton clarified in a second e-mail that MIcrosoft's proposed solution could be used as part of a standards-compliant tool for thwarting spam, but the group settled on a standard that does not include potential patent risk.

"The objection to (Microsoft's solution) is based on questions of deployment caused by incompatibilities with open-source licenses," Newton stated. "However, there were also a significant number of responses from participants stating that hey had no such deployment issues."

Microsoft spokesman Sean Sundwall said that the company would continue with its plans to develop its own proposal, Caller ID for E-mail. The company, however, will use the technique that it developed, know as Purported Responsible Address (PRA), to authenticate the source of e-mail messages.

"Microsoft will continue to publish both types," he said, referring to the Sender Policy Framework (SPF) and PRA records used to check the authenticity of the sender. "But we will only check the PRA."

At the most basic level, Purported Responsible Address (PRA) and Sender Policy Framework (SPF) differ in the address that they check for authenticity. SPF uses the visible e-mail address of the sender, while the PRA technique checks the record against the most recent sender of the e-mail address. In many ways, the difference is between from where the e-mail has come most recently (PRA) and from where the e-mail initially came (SPF).

In August, Microsoft had feted more than 80 e-mail service providers in Redmond, Wash., as part of the E-mail Service Provider Consortium. Between the company's participation in that group and the Anti-Spam Technical Alliance, Microsoft has done a good job of selling major Internet infrastructure companies on the benefits of its proposal.

Sundwall would not say whether the IETF's censure would hinder the company's quest to get its Sender ID proposal accepted as a de facto Internet standard. But he did note that many participants stayed out of the vote on Microsoft's involvement.

"If you look at the number of contributors that (voted), it is very small," he said.

Sender ID would create a system to positively identify whether the source address of an e-mail message is the actual source of the message. The proposal is based on a previous scheme, known as the Sender Policy Framework, or SPF, which had been suggested by Meng Wong, the founder of e-mail service provider Pobox.com. Microsoft later proposed its own way of authenticating the source of e-mail, called Caller ID for E-mail, and a hybrid system was created.

The use of Microsoft's technology in the combined specification would mean the company could specify a license that potential users have to agree to before using the code. Microsoft has instead provided a license that appears to be voluntary, according to the analysis of some users of Sender ID. Microsoft has not provided guidance on the issue.

Industry participants in the IETF say that Microsoft may be content to let PRA be one option to the standard. But unless the e-mail recipient's software supports the format as a check of authenticity, it is likely that the proposed protocol will die.

"Microsoft has a couple of choices now," said Craig Taylor, vice president of technology for e-mail device maker IronPort Systems. "They can continue pushing for (PRA to become) the de facto standard or donate the patents to the open-standards guys."

Taylor added the IronPort has no issues with the license under which Microsoft intends to release the PRA technology, so the company plans to use the Sender ID proposal with PRA.

The ruling appears to allow for negotiation, if Microsoft considers removing licensing restrictions.

"We do feel that future changes regarding the patent claim or its associated license could significantly change the consensus of the working group, and at such a time it would be appropriate to consider new work of this type," the co-chairs said in the e-mail message.

CNET News.com
 
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spacer.gif     MyDoom alla riscossa
Inviato da: pleung di Martedì, 14 Settembre 2004 - 07:38 AM
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339 Letture

Nuove varianti del worm colpevole dell'epidemia virale più rapida della storia informatica si stanno diffondendo nel Web. Sono gli esperti statunitensi in sicurezza Internet a comunicarlo: i creatori di virus sono al lavoro, e quattro rinnovate versioni di MyDoom - sebbene più innocue - tornano a mettere in pericolo la Rete. Il funzionamento è simile a quello del loro tristemente celebre genitore: sono infatti programmate per diffondersi attraverso messaggi e-mail e hanno la capacità di scaricare da appositi siti gli elementi che facilitano il contagio virale. Sono inoltre difficilmente eliminabili dai Pc nei quali si insediano, in quanto hanno la capacità di impedire al sistema operativo di effettuare gli update dell' antivirus. Secondo gli esperti, però, questa nuova epidemia non sarebbe altro che una semplice anteprima dell'imminente diffusione di una variante di MyDoom ancora più pericolosa e letale dell'originaria, probabilmente ancora in fase di perfezionamento. Questo è quanto è successo nel caso del virus Bagle, la cui diffusione era stata appunto anticipata da una serie di infezioni minori. Dunque la vera grande minaccia deve ancora arrivare, ma nel Web è già allarme rosso. L'infezione provocata da MyDoom a gennaio di quest'anno aveva preso di mira il sito di Sco e Microsoft, con l'intento di intasarli, e proprio le due case di software avevano messo una taglia complessiva da 500 mila dollari sulla testa dei creatori del worm.

Da Cnet
 
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spacer.gif     IBM to launch Linux-only Power servers
Inviato da: pleung di Lunedì, 13 Settembre 2004 - 07:48 AM
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366 Letture

In an effort to vault its Power processors into more widespread use, IBM plans to announce Monday a new, inexpensive server line called OpenPower that can run just the Linux operating system, CNET News.com has learned.

The products, which use the new Power5 processor, run the open-source software but not AIX or i5/OS, the IBM operating systems that more commonly run on the Power machines, according to sources familiar with the plan.

IBM is expected to price the line aggressively, sources said. The low cost would position the OpenPower products not only against lower-end Unix servers from Sun Microsystems based on the UltraSparc processor but also against servers from a number of companies using x86 chips such as Intel's Xeon and Advanced Micro Devices' Opteron.

That's a change from Power servers in the past, which have been aimed chiefly at higher-end servers using Sun's UltraSparc or Intel's Itanium.

"Clearly IBM still has a vision that their Power architecture can become an industry standard and displace all those crummy x86s and Itaniums and Opterons," Insight64 analyst Nathan Brookwood said. "They clearly see that Linux is the vehicle that makes it easier for customers to move to the Power platform."

Big Blue has a long way to go to reach x86 popularity, however. According to market researcher IDC, 4.7 million x86 servers were shipped last year, vastly more than the 118,000 Power servers.

IBM has been working aggressively to promote its Power processor family. In January it said that it wanted Power servers to be the same cost as servers based on Intel processors. In May it began sharing Power details and design tools to help chipmakers make use of Power designs. And in August, IBM made it possible for programmers to use remote servers at the University of Portland for free to develop Linux software on Power.

Since 2000, IBM has been an enthusiastic advocate of Linux, which brings some unification to Big Blue's four server lines and builds ties with an influential group of software developers. The company is investing billions of dollars in its Linux business, employing more than 300 programmers to work on the operating system and defending Linux against a legal attack by the SCO Group.

But so far, Linux on Power remains a niche project with limited abilities and little appeal to those other than IBM's existing customers, said Illuminata analyst Gordon Haff. An offering like the OpenPower line is important for IBM to lift Linux on Power into the mainstream.

"They have to get the Linux community excited about it," Haff said. "The broader ambition IBM has hinted at--that Linux on Power competes full-fledged with Linux on x86--really requires a much broader set of developers and partners."

The potential expense of Linux on Power could be an inhibitor for at least one possible customer.

"I personally would love to run Linux on the (PowerPC) 970s...but it's hard to justify the cost of a box," said Nathan Hruby, a system administrator at the University of Georgia who runs Linux, chiefly on x86 servers such as Hewlett-Packard's ProLiant DL380. "Equality in power, features and options with a similar (or better) price tag would probably make IBM Power5 machines look real good to us."

IBM declined to comment for this story.

View from the competition
Rival Sun has respect for the performance of Power chips, but unsurprisingly contends that IBM will have a tough time winning over the mainstream Linux crowd, which--with x86 servers--has grown accustomed to having a choice of computer suppliers.

"I think it's an interesting move on their part, but I think the market acceptance is going to be challenging," said John Fowler, executive vice president of Sun's network server group. "Part of what drives the Linux community is they have open hardware choices, not just the fact that the operating system is open."

With OpenPower servers an IBM exclusive, Fowler said, "you have clumps of proprietary hardware dropped in the middle of it."

That IBM exclusivity with Power isn't a certainty, though. Other companies, such as Momentum Computers, build components for computers using IBM's PowerPC 970 chip, and the PowerPC 970FX is used in Apple Computer's Xserve products.

Fowler also argued that although "Power has some exceptional performance characteristics," it will be difficult to convince large numbers of software companies to create, test, support and market a new version of their software.

But IDC analyst Jean Bozman said the barriers to moving applications from one version of Linux to another are lower than with other operating systems. "If you're one of the Wall Street guys (with custom software), it's something that in a Linux world can be moved around fairly easily," she said.

IBM uses two varieties of Power processors in its servers today: the PowerPC 970 in the thin JS20 blade server and the higher-end Power4 and Power5 for more powerful machines. Although OpenPower today uses Power5, it's possible the PowerPC 970 also could play a role.

"I would expect if Linux on Power starts to become mainstream in any way, that PowerPC is the obvious way to get the lowest cost per CPU," Haff said, though computer users would lose higher-end Power5 features such as the ability to let a single server run many independent operating systems.

The JS20 blade server so far is available only with Linux, but IBM plans to make AIX available for it later.

RedMonk analyst James Governor said that the OpenPower project should help IBM's Power propagation goals. "IBM needs to establish Power beyond its legacy installed base," Governor said. To that end, he said, OpenPower is a "good bold move."

CNET News.com
 
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spacer.gif     MyDoom spawns four small offshoots
Inviato da: pleung di Lunedì, 13 Settembre 2004 - 07:47 AM
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  News
343 Letture

Security experts warned last Friday that several new versions of MyDoom have surfaced on the Internet, suggesting that worm writers are taking a stab at improving the venerable virus.

The viruses are largely alike: They are designed to spread by attaching copies of the program to e-mail messages and download additional features from compromised Web sites. Moreover, they are all difficult to clean from an infected Microsoft Windows-based PC, because they stop the system from connecting to antivirus Web sites to download updates.

The fact that several similar variations of MyDoom have been released in quick succession suggest that a more lethal version may be in the works, said Sam Curry, vice president of product management for Computer Associates International's eTrust software.

"We saw similar behavior with the Bagle virus--three or more variants of a virus...were all low, but then they were followed by a high-threat virus," he said. "We are pretty much on alert now through the weekend, and we are recommending that people be careful with e-mail."

The original MyDoom appeared in January. It spread quickly as a malicious attachment carried by spam e-mail. At the time, some antivirus vendors declared the program the worst mass-mailing computer virus to hit Internet users. It is programmed to set off data floods that target Web sites belonging to Microsoft and the SCO Group, a company that has claimed ownership of key technology in the Linux operating system.

Recent versions of the virus have renewed attacks on Microsoft, containing messages that have asked for a job in the security industry.

The inclusion of antiremoval code in the MyDoom offshoots that emerged last Friday could be a sign that spammers and others in the Internet underground want to gain control of vast numbers of PCs, said Alfred Huger, senior director of security response at Symantec, an antivirus company.

"I think we are looking at someone looking to do a real-estate grab," he said. "The virus seems to be about getting new hosts and keeping them."

Another plausible theory is that the writer or writers behind the malicious program are tweaking its abilities and testing the result, Huger noted.

"It is entirely likely that (iterative development) is going on or that the source has been released to a new group of people," he said.

That could mean that a bigger Doom is on the way, he said.

CNET News.com
 
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spacer.gif     Euro: telefono blu, no abolizione monete 1 e 2 centesimi
Inviato da: pleung di Lunedì, 13 Settembre 2004 - 07:32 AM
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  News
357 Letture

ROMA, 12 SET - No all'abolizione anche in Italia, come e' gia' avvenuto in tre paesi Ue, delle monete da 1 e 2 cent.L'appello arriva da Telefono Blu Sos Consumatori che teme un ulteriore incremento di inflazione. Per quanto riguarda l'ipotesi di introduzione dell'euro di carta, dal sondaggio on line dell'associazione aperto dal sito www.sosconsumatori.it risulta che l'86% degli italiani sarebbe a favore.

ANSA
 
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spacer.gif     Roma: telefono e web in testa a classifica reclami
Inviato da: pleung di Lunedì, 13 Settembre 2004 - 07:30 AM
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364 Letture

ROMA, 12 SET - Telefono e Internet in testa alla classifica dei reclami sui servizi a Roma, secondo l'ufficio per la tutela dei consumatori del Comune. Nel 2004 il totale dei reclami dei romani e' di 1480: per telefonia e web sono 220 (14%), degrado ambientale 145 (9,8%), ristorazione 144 (9,73%), trasporti urbani 96 (6,49%). Per l'aumento dei prezzi i reclami sono stati 81 (5,47%).

ANSA
 
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spacer.gif     Internet: la Commissione europea finanza sviluppo Grid
Inviato da: pleung di Domenica, 12 Settembre 2004 - 07:41 AM
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339 Letture

BRUXELLES, 11 SET - La Commissione Ue ha accordato fondi per 52 milioni di euro a progetti destinati a svilupparne l'uso pratico di Grid. Si tratta del nuovo rivoluzionario concetto di collegamento destinato a sostituire gli attuali modelli Web. La differenza tra Internet e Grid e' che mentre il primo resta sostanzialmente un collegamento indiretto tra computer isolati, il secondo applica all' interconnessione un concetto simile a quello usato per la distribuzione dell'energia elettrica.

ANSA
 
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spacer.gif     Internet: da Siena nuovo videoportale accessibile con tv
Inviato da: pleung di Domenica, 12 Settembre 2004 - 07:40 AM
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365 Letture

SIENA, 11 SET - Da Siena e' nato un videoportale che consente di navigare su Internet con la tv di casa, grazie a un decoder digitale terrestre.Attraverso il videoportale si potra' ordinare la spesa, chiedere assistenza per gli anziani e consultare la posta elettronica. In questa prima fase di sperimentazione i decoder per il portale verranno consegnati entro fine mese a un centinaio di soggetti istituzionali, scelti a campione. Ma anche i cittadini posso partecipare alla sperimentazione.

ANSA
 
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spacer.gif     Al via ad Atene le Olimpiadi internazionali informatiche
Inviato da: pleung di Domenica, 12 Settembre 2004 - 07:39 AM
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347 Letture

ROMA, 11 SET - Iniziano ad Atene le Olimpiadi Internazionali dell'Informatica, competizione riservata agli esperti di computer under 20. Partecipano delegazioni provenienti da circa 80 paesi. A rappresentare l'Italia ci saranno quattro ragazzi. Gli azzurri, che hanno vinto due argenti e un bronzo nella scorsa edizione, puntano in alto. Tra gli avversari piu' temibili, le formazioni orientali e quelle slave. Sei le diverse prove di abilita' nelle quali saranno impegnati gli 'atleti'.

ANSA
 
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spacer.gif     Gli archivi di sedici biblioteche nissene sono on line
Inviato da: pleung di Sabato, 11 Settembre 2004 - 07:35 AM
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394 Letture

PALERMO, 10 SET - Gli archivi di sedici biblioteche nissene adesso sono disponibili su internet all'indirizzo www.sbrcaltanissetta.it. Il sito e' a cura della Soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta, diretta da Rosalba Panvini. La banca dati bibliografica provinciale di Caltanissetta offre l'opportunita' di fruire di tutte le pubblicazioni (un milione circa) presenti nelle biblioteche della provincia. Le ricerche coprono tutto il territorio provinciale.

ANSA
 
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spacer.gif     British Library mette on line le opere Shakespeare
Inviato da: pleung di Sabato, 11 Settembre 2004 - 07:34 AM
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387 Letture

LONDRA, 10 SET - La British Library ha messo on line la sua intera collezione di antiche edizioni delle opere di Shakespeare che comprende 93 volumi.Sono le edizioni che piu' si avvicinano al testo originario concepito dal drammaturgo inglese. La decisione e' stata presa nell'ambito di un progetto piu' ampio che prevede la messa on line di tutti i lavori shakespeariani. Il sito da' la possibilita' di visionare le edizioni e di confrontarle tra loro, zoomando per vederne i dettagli.

ANSA
 
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spacer.gif     Formalmente accusato l'autore dei virus Sasser e Netsky
Inviato da: pleung di Sabato, 11 Settembre 2004 - 07:23 AM
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406 Letture

Sabotaggio, manipolazione di dati e distruzione di pubblici sistemi: è con questi capi di imputazione, dettagliati in un documento di 77 pagine, che i magistrati di Verden, in Germania, hanno formalmente accusato Sven Jaschan, il teenager che ha confessato di essere stato l'autore di Sasser e Netsky, due tra i peggiori virus visti nel corso di quest'anno. Jaschan fu arrestato il 7 maggio scorso, dopo che Microsoft aveva deciso di mettere una taglia sul misterioso autore dei due virus, promettendo una ricompensa in denaro a chiunque avesse fornito informazioni sulla vicenda. Dopo la cattura, il giovane confessò agli inquirenti di aver creato Netsky e successivamente Sasser per creare un antidoto alla diffusione degli altri due virus, MyDoom e Bagle, che all'epoca imperversavano sul Net mietendo vittime nelle case e nelle aziende di tutto il mondo. Il diciottenne rischia una condanna esemplare, che potrebbe portarlo in carcere per cinque anni, oltre che a un risarcimento danni di diverse decine di migliaia di euro. La documentazione del rinvio al processo elenca inoltre 173 testimoni e 143 nomi tra aziende, istituzioni e privati cittadini che si sono costituiti come parte civile.

Da Slashdot
 
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spacer.gif     Disabili: da Tim software per non vedenti
Inviato da: pleung di Venerdì, 10 Settembre 2004 - 07:24 AM
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353 Letture

ROMA, 9 SET - D'ora in poi anche le persone non vedenti potranno scrivere e leggere Sms ed e-mail, comporre e scaricare messaggi multimediali (Mms). Tutto cio' grazie al software 'Talks', proposto da Tim, che permette ai non vedenti, agli ipovedenti ed agli anziani di usare il telefonino in completa autonomia, grazie ad una voce elettronica che legge il display. Il software impiega il programma 'Eti Eloquence', lo stesso che usano altri programmi di lettura dello schermo dei Pc.

ANSA
 
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spacer.gif     Il tesserino del codice fiscale arriva anche via Internet
Inviato da: pleung di Venerdì, 10 Settembre 2004 - 07:23 AM
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355 Letture

ROMA, 9 SET - D'ora in avanti gli italiani residenti all'estero potranno chiedere via Internet il tesserino plastificato del codice fiscale. La novita' arriva da una circolare emanata dall'Agenzia delle Entrate che attribuisce nuovi compiti ai Consolati che potranno anche anche aggiornare i dati negli archivi dell'Anagrafe Tributaria nel caso di cambio di residenza all'estero, come anche puo' inserire direttamente nel data-base del fisco la comunicazione in caso di decesso.

ANSA
 
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spacer.gif     Tre milioni di canzoni per la promozione di RealNetworks
Inviato da: pleung di Venerdì, 10 Settembre 2004 - 07:20 AM
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400 Letture

Tre milioni in tre settimane. Con cifre tonde e armoniche, ma soprattutto robuste, si chiude l'aggressiva promozione con cui RealNetworks ha deciso di dare del filo da torcere ai suoi concorrenti, prima fra tutti la Apple. L'Internet company aveva infatti lanciato a metà agosto un'offerta speciale per il suo negozio di musica online: i singoli brani erano venduti a soli 49 centesimi di dollaro, contro i 99 degli avversari. Come dire, prezzi stracciati. L'obiettivo di un simile dumping (tanto più spinto se si pensa che già la cifra di 99 centesimi è considerata al limite della sopravvivenza economica per i music store) era di promuovere la nuova tecnologia "Harmony" che permette di riprodurre le canzoni scaricate da RealNetworks su diversi lettori, tra cui lo stesso iPod della Mela morsicata. Ora, a promozione conclusa, la società di Seattle può tirare le prime somme (e il fiato). Tre milioni di canzoni vendute sono infatti una bella cifra, e soprattutto significano un'impennata di sottoscrizioni. La RealNetworks insomma è riuscita nell'intento di rubare un pezzetto di scena al recente duello tra Apple e Microsoft, dopo che anche quest'ultima ha aperto il suo negozio di musica online. È anche vero che tre milioni e passa di canzoni sono quelle che iTunes vende in una settimana durante i periodi più intensi. Ma di sicuro la società produttrice di Harmony non intende mollare; in quanto alle canzoni da 49 centesimi, se ne troverà ancora qualche manciata in offerta ogni settimana.

Da Cnet News
 
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spacer.gif     Internet: virus, in agosto 3.300 nuovi codici maligni
Inviato da: pleung di Giovedì, 09 Settembre 2004 - 07:58 AM
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  News
480 Letture

ROMA, 8 SET - Impennata nel numero dei nuovi codici maligni in circolazione nel mese di agosto: 3.300 rilevati in soli 20 giorni.Quasi il triplo rispetto alla media rilevata dai mesi precedenti. I nuovi programmi pericolosi sono soprattutto Trojan horse, backdoor e worm e per la prima volta e' comparso un virus a 64 bit. Gli esperti ritengono che l'obiettivo degli autori dei virus non sia piu' colpire indiscriminatamente ma di accedere ai computer per impossessarsi dei dati contenuti.

ANSA
 
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spacer.gif     Sanita': Lega anti fumo va su Internet
Inviato da: pleung di Giovedì, 09 Settembre 2004 - 07:57 AM
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385 Letture

CATANIA, 8 SET - La Lega italiana anti fumo (Liaf) ha aperto un proprio sito su Internet all'indirizzo www.liaf-onlus.org. Sul Web e' possibile trovare le indicazione per 'dare continuita' e potenziare i programmi di disassuefazione al fumo e organizzare e supportare l' attivita' di nuovi Centri antifumo sul territorio'. Lo rende noto il presidente della Liaf Paolo Polosa. L' obiettivo e' divulgare al massimo le informazioni relative ai danni e ai disagi provocati dal fumo.

ANSA
 
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spacer.gif     I prezzi di un biglietto aereo? Meno cari se usi web
Inviato da: pleung di Giovedì, 09 Settembre 2004 - 07:56 AM
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381 Letture

NEW YORK, 8 SET - L'iniziativa della Northwest Airline di far pagare meno il biglietto aereo se prenotato con Internet ha fatto scuola. Analoga decisione hanno preso la American Lines e ora anche la Us Lines e la Continental che chiedera' 10 dollari in piu' agli utenti che comprano un tagliando presso le biglietterie degli aeroporti e cinque dollari in piu' a quelli che fanno acquisti attraverso prenotazioni telefoniche.

ANSA
 
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spacer.gif     Cina: giro di vite contro la pirateria
Inviato da: pleung di Mercoledì, 08 Settembre 2004 - 07:22 AM
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344 Letture

Nuove misure a tutela della proprietà intellettuale sono state intraprese dal governo cinese, che ha inasprito sensibilmente le pene a carico dei cosiddetti «pirati». Come ha spiegato il vice ministro del Commercio, Zhang Zhigang, la rinnovata campagna di dissuasione ha preso il via all'inizio del mese e sarà portata a termine entro l'agosto del prossimo anno. Nel mirino delle autorità ci sono i violatori di marchi, brevetti e diritti d'autore di 15 province del Paese. L'iniziativa corrisponde al tentativo di placare le critiche mosse dai nemici statunitensi della pirateria, che accusano la Cina di non contribuire sufficientemente alla battaglia intrapresa dalle major di cinema e musica e da numerose aziende in difesa dei propri prodotti.

Zhigang ha fatto sapere che nei primi 6 mesi del 2004 sono stati sequestrati 2 milioni di Cd e che i violatori sono stati multati per l'equivalente di circa 3,6 milioni di dollari (3 milioni di euro). Tuttavia, pare che siano comunque numerosi i commercianti di materiale illegale che continuano a svolgere la propria attività lungo le strade di città come Pechino e Shanghai, vendendo indisturbati le ultime novità musicali al prezzo di un dollaro ciascuna. Questo è forse dovuto al fatto che, in una nazione dove il concetto di «proprietà privata» non è nemmeno contemplato, la popolazione fatica non poco a comprendere il senso e il valore della nozione - ancora più astratta - che identifica la «proprietà intellettuale».

Da The Wall Street Journal
 
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spacer.gif     Necessario uso efficace mezzi comunicazione evangelizzare
Inviato da: pleung di Martedì, 07 Settembre 2004 - 02:59 PM
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376 Letture

CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2004 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, è intervenuto oggi a Roma al Seminario per giovani Vescovi di lingua francese, spagnola e portoghese.

Nel suo intervento dal titolo "Il Vescovo e l'uso dei mezzi di comunicazione", l'Arcivescovo Foley ha espresso la convinzione che: "l'uso efficace dei mezzi di comunicazione è essenziale per l'evangelizzazione e per il ministero episcopale nel mondo di oggi".
"Ascoltare la Buona Novella di Gesù Cristo è la comunicazione più importante che l'essere umano possa ricevere; per cui" - ha ribadito l'Arcivescovo Foley - "la nostra prima responsabilità è comunicare la Buona Novella nel modo più efficace possibile (...). Come comunicare nel modo migliore la Buona Novella di Gesù Cristo? Chiaramente con il buon esempio, (...) con la predicazione e l'insegnamento delle verità fondamentali della fede, della conoscenza della Bibbia e aiutando i fedeli nella preghiera".

Il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali ha inoltre sottolineato che: "La Buona Novella di Cristo noi la comunichiamo attraverso l'opera positiva che la Chiesa compie in Suo nome" e attraverso i mezzi di comunicazione.

Ricordando la pubblicazione, nel 1992, dell'Istruzione Pastorale "Aetatis novae" relativa alle comunicazioni sociali, l'Arcivescovo Foley ha affermato che nel Documento si indica la necessità "che ogni Diocesi sviluppi un progetto pastorale riguardante le comunicazioni, e che le comunicazioni formino parte di tutti i progetti pastorali".

A proposito dei programmi radio-televisivi e delle pubblicazioni, l'Arcivescovo ha ribadito la necessità dell'alta qualità degli stessi. "L'alta qualità" - ha concluso l'Arcivescovo Foley - "deve sorgere dalla nostra autenticità, dalla nostra credibilità come rappresentanti del Vangelo di Gesù Cristo".
 
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spacer.gif     Turismo: Cortina guarda a Oriente e lancia sito in cinese
Inviato da: pleung di Martedì, 07 Settembre 2004 - 07:46 AM
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  News
434 Letture

VENEZIA, 6 SET - Cortina d'Ampezzo ha attivato la sezione in lingua cinese del sito internet 'www.dolomiti.org'. Raccoglie l'offerta turistica della localita' ampezzana. La versione cinese del sito si affianca alle sezioni italiana, tedesca,inglese e giapponese. ''Il turismo cinese sara' il turismo del futuro - afferma il presidente di Cortina Turismo Alberto De Stefani - ed e' previsto che in una decina di anni sorpassera' qualsiasi altro flusso internazionale.

ANSA
 
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spacer.gif     WinZip patches security flaw
Inviato da: pleung di Martedì, 07 Settembre 2004 - 07:35 AM
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  News
640 Letture

The popular Windows file compression tool has a critical security flaw that could allow a remote attacker to execute malicious code - a fix is now available.

WinZip Computing warned last month of a security flaw in WinZip, its compression/decompression tool that runs on the Windows platform. Security firm Secunia has just rated the flaw as "highly critical", the fourth highest out of its five severity levels.

WinZip versions 3.x, 6.x, 7.x, 8.x and 9.x contain vulnerabilities that could allow a remote attacker to execute malicious code. The problem is caused by a flaw in the way WinZip handles command-line inputs, and can be exploited by a malicious hacker to cause a buffer overflow.

WinZip Computing has released a patch, WinZip 9.0 Service Release 1, which it claims will resolve the buffer overflow issue.

Other changes in the patch include the addition of warning messages in some situations. For example, if a user double-clicks on an .EXE file compressed within a Zip file, WinZip will warn that the compressed file could potentially contain a virus.

The company recommends on its Web site that all users upgrade to version 9.0 to get the fix. Users are able to download an evaluation version of the patch, but after 21 days will need to pay the US$29 license fee for WinZip.

The company said it was not aware of the vulnerability having been exploited in the wild when it released the patch.

This news comes only a couple of weeks after warnings that a flaw in Winamp, a media application run on Windows, has been exploited by to infect people's computers with spyware. When Secunia released the initial advisory no patch was available and it advised that users switch to another product.

The flaw has now been patched and the latest Secunia advisory, updated on Monday, advises users upgrade to Winamp 5.05.

CNETAsia
 
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spacer.gif     Ergastolo in Cina per i cybercriminali
Inviato da: pleung di Martedì, 07 Settembre 2004 - 07:32 AM
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  News
379 Letture

Prosegue la sfida tutta asiatica che, idealmente, avrà come vincitore il governo più severo nel controllo sul traffico dei dati digitali e nella repressione di eventuali azioni ritenute criminose. Fuoriclasse indiscussi in questa disciplina, nonché candidati alla vittoria finale, sono la Cina e il Vietnam che proprio in questi giorni sono protagonisti entrambi di una nuova fase del "match". Accade infatti che, mentre le autorità vietnamite celebrano l'insediamento del primo corpo di polizia del Paese specializzato nel crimine digitale e nella repressione della dissidenza che si appoggia all'online, il governo comunista di Pechino sorprenda tutti con un'iniziativa penale senza precedenti che per i casi più gravi prevede addirittura il carcere a vita. Secondo alcuni lanci della Xinhua, l'agenzia di stampa ufficiale cinese, la Corte Suprema cinese avrebbe già emesso alcune sentenze di questo tipo (il numero esatto non è stato specificato), affiancate da diversi altri pronunciamenti meno clamorosi, ma lo stesso assai severi, nei confronti di alcuni individui ritenuti colpevoli di aver diffuso contenuti e immagini pornografiche via Internet e attraverso i telefoni cellulari. Le nuove misure di controllo e di irrigidimento delle pene rientrano nella campagna di repressione che la Cina ha avviato ai primi di quest'anno, e che finora ha in bilancio centinaia di arresti e chiusure di siti Web.

Da BBC News
 
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spacer.gif     SP2 vs. the plug-ins
Inviato da: pleung di Lunedì, 06 Settembre 2004 - 07:25 AM
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  News
330 Letture

While security experts applaud Microsoft's recently released Service Pack 2, some companies that distribute their software over the Web are watching the product's introduction with dread and suspicion.

For years, software developers have offered applications to the world in Microsoft's Internet Explorer Web browser through the company's powerful proprietary API (application programming interface) called ActiveX. The technology starts up external applications, or "plug-ins," within a Web page.

But a tool that can run good software in a browser can also run bad software, and as a result ActiveX has been implicated in a wide array of security scenarios, most recently in the surreptitious installation of adware, spyware and worse.

Microsoft's long-delayed and glitchy Service Pack 2, the security-focused update for the Windows operating system released this month, clipped ActiveX's wings with a more cautious alert system that springs into action when a Web site tries to run an ActiveX control, sprout a pop-up window or run other code.

In the past, IE prompted users with a simple "yes" or "no" option on a security screen before allowing plug-in installations. With SP2, Microsoft blocks ActiveX controls from running by default and flashes an explicit warning that unknown software can cause harm to a PC, and the route to allowing installation is somewhat obscured.

The changes have alarmed some software vendors that depend on ActiveX and has aroused suspicion that Microsoft is using security imperatives to further its strategic ends.

"We are holding our breath waiting for it to fully deploy," said Alex St. John, who helped create Microsoft's DirectX graphics software during his tenure at the company from 1992 to 1997 and who now runs the WildTangent 3D games site. "Most likely what the user will do is be alarmed and confused by the SP2 warning and just cancel the whole thing. And a large percentage of people will not realize what happened in the first place...This destroys all business models associated with being able to play content in the browser."

Another vendor agreed that SP2 would disrupt the Web-based distribution of his 3D plug-in product.

"It's going to confuse end users," said Tony Parisi, founder of San Francisco-based Media Machines and co-creator of the VRML (Virtual Reality Modeling Language) and X3D (Extensible 3D) Web graphics specifications. "And I think this will hobble the independent software developers who have been using the Web and IE's great and relatively cheap way of distributing a product. I understand the security issues, but I think this is going to set the ISVs back," he said, referring to independent software vendors.

Years of gripes
The security issues aren't small. Microsoft's reining in of ActiveX follows years of complaints that the company didn't take system protection seriously enough and years of specific complaints about ActiveX security. Two and a half years ago, Bill Gates, Microsoft's co-founder and chief software architect, declared that security had become Microsoft's job No. 1.

IE has long required users to verify they wanted an ActiveX control loaded. But pre-SP2, those warnings proved both spoofable by malicious hackers and ineffective through repetition and the ease of clicking through them.

"What we found was that most users were becoming accustomed to saying 'OK' and not reading the (ActiveX warning) dialog," said Doug Stamper, an IE group program manager who worked on SP2. "We made these changes in the ActiveX user experience because users were getting drive-by downloads."

At the heart of the changes is Microsoft's new "information bar," a thin strip just below the Web address bar that carries warning messages. To allay concerns that users might miss the information bar, SP2 pops up a dialogue box pointing it out every time, until the user checks a box asking it to go away for good.

Depending on what a Web site has attempted to do, the information bar flashes a variety of warnings. When a site tries to run an ActiveX control, the bar reads, "This site might require the following ActiveX control...Click here to install."

For some software downloads--the free RealPlayer, for example--the bar reads: "To help protect your security, Internet Explorer blocked this site from downloading files to your computer. Click here for options."

Microsoft said its research showed that the new system wasn't perfect, but that most people were able to navigate it.

"Our usability study and our engineering process suggest that this fared very well," Stamper said. "It wasn't 100 percent, but the vast majority understood its purpose."

The changes to ActiveX are by no means the only sources of potential problems thrown up SP2.

Microsoft and its partners have been expecting that its launch would result in a flood of technical support calls to vendors. One study found that information systems managers feared it would turn out to be the most difficult Windows update yet.

In addition, computer makers are warning their customers to do their homework before downloading SP2 through Windows' automatic update software.

Strategy through security?
With the Net reeling from one Windows-related security crisis after another, one industry analyst defended Microsoft's restriction of ActiveX.

"This is one of those issues where Microsoft is damned if it does and damned if it doesn't," Peter O'Kelly, an analyst at the Burton Group said. "If there's a trade-off between fixing security for everyone versus inconveniencing some ISVs and some end-users, it's not going to be much of a choice."

Microsoft's critics have suggested that the company's security measures have been implemented in ways that bolster its own businesses at the expense of others.

St. John, for example, noted that by switching from common Web technologies to Microsoft's .Net framework and the C# programming language, he would be able to bypass the new ActiveX security protocol. Because many of his gamers are on dial-up connections, he says .Net's comparatively bulky download makes that a bad option.

"Maybe breaking ActiveX forces a look at .Net," St. John said. "And it's all done with the pretext of security."

Making ActiveX harder to use could have an adverse affect on several software titles that compete with Microsoft's technologies. These include Apple's QuickTime media player, RealNetworks' RealPlayer, Adobe Systems' Acrobat document reader, and Macromedia's Flash animation software and Flex application server software.

One provider of Flash-reliant software for creating Internet-based applications put the matter more plainly.

"Most of the Net's security problems are not related to ActiveX," said David Temkin, chief technology officer for Laszlo Systems in San Francisco. "Microsoft is using this as an opportunity to tighten its control over client technologies. That's not a good thing for Flex, for Real, for QuickTime, and on and on and on."

Microsoft dismissed the notion that it was using security as a strategic pretext.

"The changes we made were to the benefit of the customer, putting the maximum information in their hands so they have control and informed notice and can give informed consent," Stamper said. "We do not prevent (software vendors) from working."

Echoes of the past?
Microsoft's defense may ring a bell for those who have followed the rise of the Windows operating system.

In 1999, the company had to fend off charges by operating system competitor Caldera that Microsoft had plotted to cause threatening error messages to arise with Caldera's DR-DOS software. Microsoft settled that case in 2000.

Today, Microsoft's critics point to two high-profile competitive struggles where SP2's ActiveX warning system could make an impact: media players and Internet-based productivity applications.

Because Windows Media Player comes preinstalled with Microsoft's operating system, it enjoys an immediate advantage over competitors such as RealPlayer and QuickTime. If Microsoft's new warnings scare off users from loading ActiveX controls, that could increase that advantage.

RealNetworks currently has an antitrust case pending against Microsoft, in which it claims the Windows monopoly is limiting consumer choice in online media players.

Citing its antitrust case, RealNetworks declined to comment for this story.

Adobe, which increasingly competes with Microsoft, declined to comment on the potential vulnerability of its Acrobat document reader plug-in. Apple declined to be interviewed but said in a statement: "We've tested QuickTime running with Microsoft's SP2 update in Windows XP and have not seen any negative effects for plug-in based content."

Macromedia also sought to quell concern over its ability to distribute its Flash player through SP2, stressing that since the spring it had worked with Microsoft on the release to strike a balance between better security and ease of use.

Independent software companies that believe the present ActiveX warnings are bad should have seen the trial versions, said Kevin Lynch, Macromedia's chief software architect.

"Initially, the experience for end users installing ActiveX controls made it pretty difficult to get through that successfully," Lynch said. "The wording of the prompts was not very clear about what was being asked of the user, and it erred too much on the side of saying 'This will be dangerous to your machine.' But Microsoft was very responsive, and we got to the point where we're happy with the process."

Macromedia's relationship to Microsoft could be described as a textbook case of cooperative competition. On the cooperative side, Microsoft is largely responsible for the nearly ubiquitous distribution of Macromedia's Flash player, because it bundles version 5 of the software with Windows XP.

Macromedia Flash has the distinction of being the only third-party software packaged into SP2. That bundling means Windows folks will get an automatic upgrade to Flash 6 from Flash 5.

On the competitive side, Microsoft chose not to bundle Macromedia's latest player, Flash 7. That's what computer users need to run applications that work with Macromedia's Flex platform for Internet-based applications. The combination of the Flex server software and Flash 7 aims to provide exactly the kind of graphics-intensive, speedy Internet applications that Microsoft plans to offer with its long-delayed Longhorn update to Windows.

"Microsoft doesn't want to ship Flash 7," Burton analyst O'Kelly said. "I don't disagree with the speculation that Microsoft sees that as more competitive" than earlier versions of Flash, he added.

A Microsoft representative said the company chose Flash 6 over Flash 7 for technical and security reasons.

Macromedia said that Microsoft had originally cited concerns by the European Union over self-updating software as a strike against Flash 7. Microsoft later withdrew those concerns, Macromedia said.

Whatever Microsoft's motivations, the decision means people will have to leap ActiveX security hurdles if they use an SP2-loaded system to open a Web page that requires Flash 7.

Flash 7 adoption has made swift progress, Macromedia said. The company estimates that the software now sits on more than 66 percent of computers on the Internet in the United States and 81 percent in Europe.

Other software vendors remain anxious about life under the new security regime.

"It's exacerbated the plug-in problem," said Media Machines founder Parisi. "Just when my customers' clients are over the problem of handling plug-ins, they have a whole new hurdle they have to jump."

And while plug-in vendors brace for SP2, Laszlo Systems is preparing for worse things to come, aware that software developers who rely on Flash and ActiveX live by Microsoft's good graces.

"The real uncertainty around this isn't with SP2," said Temkin, the company's technology chief. "The real uncertainty is with Longhorn. Is Microsoft going to be bundling any version of Flash whatsoever? Will they make it difficult to access or scare people into not downloading it? Our approach is that some time before the shipment of Longhorn, our software will be made to work with the .Net client--which means that no installation of ActiveX will be necessary."

CNET News
 
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spacer.gif     Microsoft: Linux may mean price cuts, fewer sales
Inviato da: pleung di Lunedì, 06 Settembre 2004 - 07:22 AM
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  News
330 Letture

Microsoft has filed a report with the U.S. Securities and Exchange Commission warning that 2005 could be challenging, as Linux continues to steal business and PC sales remain sluggish.

"For fiscal 2005, we believe industrywide factors such as PC unit growth and the success of noncommercial software could significantly affect our results of operations and financial condition. PC unit growth was very strong in fiscal 2004, increasing approximately 13 percent from fiscal 2003. We do not expect similar growth to occur in fiscal 2005," the filing stated.

As well as suffering from a lack of PC buyers, it seems that Microsoft fears that Linux might pick up some of its market share.

"We continue to watch the evolution of open-source software development and distribution...We believe that Microsoft's share of server units grew modestly in fiscal 2004, while Linux distributions rose slightly faster on an absolute basis," the filing said.

"The increase in Linux distributions reflects some significant public announcements of support and adoption of open-source software in both the server and desktop markets in the last year. To the extent open-source software products gain increasing market acceptance, sales of our products may decline, which could result in a reduction in our revenue and operating margins."

Many of the concerns listed in the filing, such as the threat from Linux and the pressure on license, have become boiler plate in recent years. In addition, Microsoft predicted in its recent earnings forecast that PC sales could slow.

Antitrust concerns are also playing a part in the newly modest outlook, with the company hoping to resolve all the remaining antitrust scraps for between US$1.1 billion and US$1.2 billion.

The filing also lists where Microsoft has identified potential market opportunities. Expect to see Microsoft gunning for the search segment, putting on big consumer technology (TV, games, video) drive and trying to woo small and midsize businesses.

For a company thought to have a cash mountain of some US$60 billion, such worries might seem premature, but the Redmond, Wash.-based company has been on a cost-cutting drive that saw office giveaways for things like soda and towels dry up, as CEO Steve Ballmer announced that the company would be aiming to shave US$1 billion off its operating costs.

CNETAsia
 
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spacer.gif     Creative's new MP3 sports a Seagate drive
Inviato da: pleung di Domenica, 05 Settembre 2004 - 07:19 AM
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  News
352 Letture

SINGAPORE--Creative Technology has launched its first digital MP3 player featuring Seagate Technology’s 1-inch storage media.

The MuVo² FM 5GB audio player is the first Creative player to sport the widely anticipated tiny hard drive from Seagate for consumer electronics.

The 5GB 1-inch ST1 drive has the largest storage capacity in the industry for drives its size, said Seagate. Earlier MuVo² 1.5GB and 4GB versions used Hitachi’s storage media.

The drive also features a 2MB buffer that enhances the streaming performance of the audio file, equivalent to approximately two minutes of anti-skip function in a digital audio device.

According to Creative chairman and CEO Sim Wong Hoo, the collaboration with Seagate does not end here. "Our collaboration will be getting deeper and deeper," said Sim, adding that Creative will use Seagate’s drives in other new products.

A Seagate spokesperson told CNETAsia that the hard drive maker is "negotiating with a number of key technology players" for the use of their 1-inch ST1 drives.

Weighing 103g, the Creative MuVo² FM 5GB player boasts new features such as the ability to record from its built-in FM radio and a navigational joystick to toggle between tracks and the device’s various functions. It comes in five different colors and retails at S$449 (US$261.70).

CNETAsia
 
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spacer.gif     Usa: prezzi piu' alti per chi non usa Internet
Inviato da: pleung di Domenica, 05 Settembre 2004 - 07:17 AM
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  News
364 Letture

NEW YORK, 3 SET - Anche American Lines imporra' tasse ai clienti che acquisteranno biglietti in via tradizionale senza utilizzare Internet. La stessa decisione era stata presa la settimana scorsa dalla Northwest. Dal prossimo lunedi' la societa' statunitense chiedera' 10 dollari in piu' agli utenti che comprano un tagliando presso le biglietterie degli aeroporti e cinque dollari in piu' a quelli che fanno acquisti attraverso prenotazioni telefoniche presso le agenzie di viaggio.

ANSA
 
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spacer.gif     Telefonini, è ancora tempo di boom
Inviato da: pleung di Sabato, 04 Settembre 2004 - 07:42 AM
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  News
435 Letture

Il mercato mondiale è cresciuto del 35 per cento. Nokia perde terreno, mentre Samsung si avvia a insidiare il secondo posto di Motorola.

Non si arresta la corsa dei cellulari, anzi le vendite corrono a un ritmo spettacolare, ma Nokia perde terreno e avanzano ulteriormente i coreani. Secondo le ultime stime di Gartner, nel secondo trimestre del 2004 sono stati veduti 156,4 milioni esemplari in tutto il mondo: una crescita del 35% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. La domanda, guidata dalla sostituzione di telefonini “obsoleti” è stata sostenuta nelle aree “mature” (Europa e Nord america), mentre nei mercati emergenti la crescita è stata davvero notevole, tale da spingere in modo rilevante il risultato complessivo. Gartner sostiene che il 2004 potrebbe chiudersi a quota 650 milioni di pezzi se il ritmo dovesse mantenersi sugli attuali - elevati - livelli oppure attestarsi nella peggiore delle ipotesi a 620 milioni di esemplari.

L’ordine della classifica non muta e sul podio del market share si trovano ancora Nokia, Motorola e Samsung. Tuttavia la Finlandese accusa una flessione nelle quote di mercato che passano dal 35,6 del secondo trimestre 2003 all’attuale 29,7%, però in lieve aumento rispetto al 28,9% dei primi tre mesi dell’anno. Nokia ha venduto 46,3 milioni di pezzi contro i precedenti 41,2 milioni. Motorola, invece, vede cresce il market share dal 14,5% al 15,8 per cento, le vendite sono aumentate da 16,7 a 24,6 milioni, ma la multinazionale è tallonata dal gigante coreano Samsung che ha messo a segno una crescita notevole con vendite che sfiorano i 19 milioni di unità contro gli 11,8 milioni di pezzi dello scorso anno. E secondo Garnter, Samsung è ora nelle condizioni di insidiare il secondo posto a Motorola, anche perché gli analisti sostengono che non tutto il volume produttivo ha raggiunto gli utenti finali e questo potrebbe generare un ulteriore exploit nel prossimo trimestre.

Tuttavia se si considerano anche i risultati, davvero notevoli, di Lg il secondo posto appartiene già alla Corea. Lg, connazionale di Samsung, ha quasi raddoppiato le vendite passando da 4,8 a 9 milioni di pezzi con un market share che vale ora il sei percento. La società, al sesto posto della hit parade della telefonia mobile, ha accorciato le distanze con Sony Ericsson. Le dividono meno di un milioni di pezzi e circa mezzo punto di market share. E questo nonostante che la joint-venture nippo-svedese sia riuscita a vendere oltre quattro milioni di telefonini in più (10,3 milioni in totale), e conqusitare quote di mercato pari al 6,6 per cento. In quarta posizione Siemens, l’unica europea, che ha commercializzato 10,8 milioni di cellulari (erano otto milioni) ma vede calare il market share leggermente. Tra Lg, Sony Ericsson e Siemens è dunque in corso una battaglia per quarto posto che si gioca su poche centinaia di cellulari in più o in meno.

Il Sole 24 Ore

 
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spacer.gif     Internet: truffa in rete in nome di S. Francesco
Inviato da: pleung di Sabato, 04 Settembre 2004 - 07:38 AM
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362 Letture

ASSISI, 3 SET -Indagini dei carabinieri su due siti web che chiedevano soldi ai fedeli sfruttando un indirizzo simile a quello ufficiale dei francescani. L'accusa sarebbe di affari illeciti in Internet. I frati del Sacro Convento di Assisi denunciano:'e' un imbroglio'. I siti incriminati sono: www.san-francescoassisi.org e www.san-francescoassisi.it simili al sito ufficiale dei francescani www.sanfrancescoassisi.org.
 
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spacer.gif     Microsoft says it has room to grow
Inviato da: pleung di Venerdì, 30 Luglio 2004 - 07:39 AM
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2042 Letture

REDMOND, Wash.--Microsoft may already dominate several key markets, but the company says there's still plenty of room for growth.

That was the message executives from Microsoft's seven business units delivered at a meeting for financial analysts here on Thursday.

Concerns over long-term growth have taken center stage after Microsoft's long-anticipated announcement last week that it will offer a US$3-per-share one-time payout as part of a plan to return up to US$75 billion to shareholders over the next four years.

Each of Microsoft's key units tried to make its best case for growth. In the desktop Windows business, Microsoft has a long dry spell in its product pipeline until Longhorn, the next version of Windows, arrives in 2006 or 2007. But the company still sees a chance to boost business if products such as Tablet PC and Media Center can convince more people to buy additional PCs. Also, Microsoft is hoping to convert some of the estimated 36 percent of Windows users globally who have unlicensed copies on their PCs.

With Office, Microsoft's desktop application suite, the company is trying to tailor its products for different locales. In Japan, Microsoft is testing a feature that allows business cards to be electronically exchanged and automatically updated via e-mail. In China, the local version of Office has an English writing assistant that helps business workers translate their documents and allows them to look up words from the Internet to find out their meanings and the proper ways to use them in a sentence.

"You can see us expanding that to a large number of markets," said Steven Sinofsky, a senior vice president in the Office unit.

Selling more software into emerging markets has proven to be tough, but Microsoft said it remains a key opportunity. The company estimates that in the coming years some 400 million people in developing markets will have both the financial resources and the necessary infrastructure to buy a PC.

The company's biggest move so far has been its Windows XP Starter Edition, a cut-rate version of Office and Windows that the company has been trying out in Thailand, Malaysia and Indonesia.

"You'll see more of that from us coming out this year," said Will Poole, senior vice president of the Windows Client unit.

On the server side, the company wants to expand into high-performance computing areas such as clustering. Server and Tools boss Eric Rudder reiterated that Microsoft plans to release a separate version of Windows Server, known as Windows Server 2003 HPC Edition.

"We will aggressively go after the high-performance computing market," Rudder said. He also outlined the features planned for Windows Server 2003 "R2," an interim release of the server operating system due some time next year.

Earlier in the day, Chairman Bill Gates spoke of the growth possibilities in a more abstract way. He said Microsoft can continue to grow if it can continue innovating.

CNET News.com
 
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spacer.gif     Microsoft puts multisearch tool on show
Inviato da: pleung di Venerdì, 30 Luglio 2004 - 07:38 AM
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1597 Letture

REDMOND, Wash.--Microsoft revealed the progress it has made in building search technology on Thursday when it demonstrated a tool that can comb both the Internet and a PC's hard drive.

MSN Chief Yusuf Mehdi showed a prototype of the search software to an audience at its annual Microsoft Financial Analyst Meeting here. The technology is designed to quickly look through a hard drive, finding all the matches for a word from within documents, e-mails and even e-mail attachments. The version Mehdi presented also returned Web results on the right side of the page.

The demonstration marked the first time Microsoft has showed off the technology, which Mehdi said would be part of a "service," although he did not offer further details.

Building a search system that looks through typically incompatible files has long been an key goal for Microsoft and a project favored by Chairman Bill Gates.

The PC search technology Mehdi showed allowed a computer user to search within Microsoft's Outlook e-mail client as well as within Windows folders such as "My Documents."

In an interview, Mehdi said that the technology does not require an upgrade to the Windows operating system, but would require software to be downloaded onto a PC. The search is speedy, Mehdi said, because it builds a continual index of the files on the computer.

Microsoft had been expected to combine Web search with local PC search, but many had anticipated the move would come with Longhorn, the next version of Windows. Mehdi did not give specific details, but said the local hard drive search service would come before that launch.

"It will definitely be out before Longhorn," Mehdi said. That said, Longhorn, which includes a new file system, will allow for more powerful searches, he said.

Mehdi said that the company had made a lot of progress in the last few months on the local hard drive search technology. Two weeks ago, Microsoft acquired Lookout Software, a small company with technology for searching e-mail.

"I'm duly humble about the challenge and incredibly optimistic about what we can get done," Mehdi said of Microsoft's prospects in search, noting that the company had built a full Web crawler in 11 months.

Mehdi also offered a sneak peek of the design of the MSN Music service that is scheduled for release later this year, but did not offer details on the service or say when it would launch.

CNET News.com
 
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spacer.gif     Google e Yahoo, autocensura per la Cina
Inviato da: pleung di Giovedì, 29 Luglio 2004 - 06:07 PM
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373 Letture

«Non ci sono "muraglie cinesi" che possano fermare Internet: la libertà di espressione che su di essa viaggia è destinata a conquistare il pianeta». Beh, da ieri questa certezza, sulla quale viviamo da alcuni anni, è un po’ meno solida: «Reporters sans frontières», un’organizzazione francese che si occupa di informazione, ha accusato i due maggiori motori di ricerca in rete del mondo - Google e Yahoo - di autocensurarsi pur di mettere piede nel mercato in cui, in questo momento, il web è in maggior espansione, la Cina. Ha così aperto una questione che colpisce al cuore il settore. La concorrenza tra i giganti di Internet, infatti, oggi è feroce in particolare su due terreni, appunto i motori di ricerca e la grande Cina. In più, dà nuovi argomenti a chi da sempre sostiene che la «commercializzazione» di Internet ne tradisce l’anima libera e senza barriere.

Che Yahoo censuri, sulla base delle linee guida emanate da Pechino, il suo sito storico cinese (http:// cn.yahoo.com ) e il suo motore di ricerca Yisou lanciato poche settimane fa, è cosa che nel settore già si sospettava. «Reporters sans frontières» dice ora che se, per esempio, vi si cerca «Tibet libero» non si hanno risultati. E se vi si digita «falun gong» (il movimento spirituale messo al bando in Cina) escono solo testi ufficiali critici dell’organizzazione. Se le stesse ricerche si fanno invece su Yahoo fuori dalla Cina, «free tibet» dà 95 mila risultati, «falun gong» 375 mila e inizia con quello di Falun Dafa, il sito ufficiale della pratica fondata da Li Hongzhi.

La novità maggiore, però, riguarda Google, che si era sempre rifiutato di piegarsi alla censura, tanto che nel settembre 2002 fu chiuso per una settimana dalle autorità cinesi. Ora, «Reporters sans frontières» sostiene che anche il motore più usato al mondo starebbe facendo buon viso a cattivo gioco. Non direttamente ma attraverso Baidu - il motore di ricerca più importante della Cina, che filtra ogni contenuto così come ordinato dai mandarini di Pechino - nel quale Google ha comprato in giugno una grossa quota azionaria. Il test effettuato su Baidu con le parole chiave «huang qi», un cyberdissidente, e «Taiwan indipendente» dà risultati simili a quelli di Yahoo cinese.

Vista la gara feroce per la conquista della Cina online, Google si sarebbe insomma adeguata alle regole del gioco imposte dal Partito comunista cinese: soprattutto ora che si sta quotando in Borsa, non può permettersi di lasciare al concorrente diretto Yahoo un vantaggio di penetrazione in un mercato decisivo.
«Reporteres sans frontières» definisce «irresponsabili» le politiche delle due società americane. E invita le autorità Usa, in lettere inviate a due sottosegretari, a rispettare il Global Internet Freedom Act votato un anno fa dalla Camera dei rappresentanti e a non essere «ipocriti» nei confronti di regimi repressivi. Che l’Amministrazione di Washington accolga concretamente l’appello, in realtà, non è considerato probabile dagli esperti del settore. Quando si parla di Cina, un po’ tutti in Occidente sono strabici e, di fronte a una potenza economica in formazione, si preferisce non vederne le violazioni dei diritti umani e delle libertà di espressione.
Una polemica simile era già sorta nel 1994, quando Rupert Murdoch, pur di entrare nel mercato cinese con Star-Tv, accettò di non trasmettere nella Repubblica Popolare il Bbc World Service. E nel 1997, per ragioni simili, lo stesso Murdoch non volle pubblicare un libro di memorie di Chris Patten, l’ultimo governatore britannico di Hong Kong.

Ora, però, il problema delle imprese occidentali che si inchinano ai diktat di Pechino, serio in ogni campo, coinvolge Internet, che doveva essere la prateria su cui le idee correvano senza censure. E coinvolge due nomi mitici che su quella idea di libertà senza frontiere hanno costruito la propria fortuna. E’ insomma un salto di qualità nel quale l’Occidente gioca un po’ della sua anima.
Questa, però, non è la fine della storia, fanno sapere i protagonisti: per ora la «muraglia cinese» tiene, ammettono, ma l’importante è scavare un foro, anche piccolo, tra le pietre. Al resto penserà la rete. Che è come l’acqua, incontrollabile.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Netsystem: 65.000 utenti per le connessioni via satellite
Inviato da: pleung di Giovedì, 29 Luglio 2004 - 07:58 AM
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  News
381 Letture

ROMA, 28 LUG - Conta gia' 65.000 utenti Netsystem, la societa' che offre connessioni veloci ad Internet via satellite. ''L'Adsl ha portato enormi benefici, ma non tutti sono in grado di goderne a causa del posto in cui vivono ed e' a questo punto che interveniamo noi'', spiega Arturo Artom, fondatore di Netsystem. Il vantaggio della connessione via satellite e' di garantire copertura anche dove l'Adsl non arriva, cioe' in 100 milioni di linee in Europa su 238 milioni.

ANSA
 
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spacer.gif     Details of Microsoft antivirus software leak out
Inviato da: pleung di Giovedì, 29 Luglio 2004 - 07:56 AM
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387 Letture

An executive of Microsoft in France divulged on Wednesday some of the software maker's plans for its highly anticipated entry into the antivirus software market.

A standalone antivirus product will be built from tools the company inherited through its 2003 acquisitions of GeCad and Pelican Software, according to a report published in CNET News.com's sister publication, ZDNet France, citing the technical head of Microsoft's security project in that country, Nicolas Mirail.

Microsoft representatives in the United States refused to comment on functional elements or a potential production time frame for the antivirus package.

However, Mirail said the Microsoft antivirus software will utilize two different means of detecting destructive files, the first of which will reference a regularly updated list of known viruses to check for potential infections. The second antivirus tool will analyze computer systems to assess whether they have been hit by a virus in the past and attempt to give end users an idea of how at risk their computers might be for future problems.

The executive indicated that the antivirus package will not come with firewall security software but said a firewall would be built into the company's Windows XP operating system when Microsoft delivers its Service Pack 2 update. Mirail said the product would work with both Windows XP and the Longhorn release of Windows. Microsoft representatives denied that Mirail's comments released previously unknown details, but the company has offered little information publicly about its antivirus plans. Microsoft has been rumored to be seeking a high-profile acquisition in that arena, and security specialist Network Associates was said to be on the company's radar. Earlier this month, another European security executive at Microsoft said the company's antivirus plans remain in their early stages, including the integration of the products it has amassed via acquisition.

When Microsoft purchased GeCad, which is based in Bucharest, Romania, it positioned the acquisition as the next step in its Trustworthy Computing initiative, a move aimed at securing what Microsoft estimates are the nearly two-thirds of Windows users who don't have up-to-date antivirus software on their computers. The company said at that time that it might launch a paid-subscription service for Windows users.

The latest virus to wreak havoc on the Internet was MyDoom.M, a new variant of the prolific worm, which came to life Monday and quickly snarled Google and other search sites. Though the latest version of MyDoom did not target Microsoft products specifically, as many other viruses have, it hosted an ancillary, or "backdoor," infection programmed to launch a denial-of-service attack on the software maker's Web site.

CNET News.com
 
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spacer.gif     Dopo aver azzoppato Google MyDoom attacca Microsoft
Inviato da: pleung di Giovedì, 29 Luglio 2004 - 07:54 AM
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322 Letture

ROMA - L'epidemia di MyDoom, il worm che lunedì ha messo fuori gioco per alcune ore Google e altri motori alla ricerca di indirizzi e-mail da attaccare, si sta rapidamente placando. Ma i problemi per gli utenti infetti, e per i grandi siti Web, non sono finiti: un nuovo virus sfrutta una porta lasciata aperta da MyDoom e usa i computer vulnerabili per lanciare un attacco al sito Microsoft.com.

MyDoom conteneva un carico maligno, chiamato Zincite.A, istruito per aprire sui computer infetti una backdoor, ovvero un ingresso che può essere sfruttato in un secondo momento da un aggressore per entrare nel sistema. In queste ore è stato individuato il worm Zindos.A, che va in giro per Internet alla ricerca dei pc colpiti da MyDoom, si introduce al loro interno e li usa per lanciare un attacco contro il sito di Microsoft.

La società di Bill Gates ha comunicato di aver "preso tutte le precauzioni per assicurarsi che Microsoft.com non vada giù" e garantisce che il sito "è stabile ed è rimasto normalmente accessibile ai clienti". Zindos sembra, in effetti, una sorta di prova per vedere se la backdoor lasciata aperta da MyDoom funzioni davvero. Ma, secondo gli esperti di sicurezza, c'è poco da stare tranquilli: i pc colpiti da MyDoom, spesso all'insaputa dei proprietari, sono un esercito a disposizione dei pirati informatici e potrebbero essere sfruttati prima o poi in maniera ben più devastante.

"Su Internet si trova un numero enorme di macchine compromesse", spiega Vincent Weafer, direttore dell'azienda di sicurezza Symantec. "In molti casi si tratta di sistemi di fatto nelle mani dei creatori di virus e possono essere noleggiati al miglior offerente".

A causa della pericolosità "latente" di MyDoom, è necessario che tutti gli utenti Internet si assicurino di non essere stati colpiti. Le principali case produttrici di antivirus hanno rilasciato appositi cleaner, spesso gratuiti, che permettono di pulire i sistemi eventualmente infetti.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Microsoft releases major Office update
Inviato da: pleung di Mercoledì, 28 Luglio 2004 - 07:50 AM
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364 Letture

Service Pack 1 (SP1) for Office 2003 is available for download from Microsoft's Office Update site. The package contains a series of bug fixes and stability improvements for the main Office 2003 package--a collection of productivity tools such as the Word word processor and Outlook e-mail client--plus more sweeping changes and new applications.

SP1 releases are traditionally considered major benchmarks for Microsoft applications, with the many IT managers waiting until the release of the first bug fix roundup before they install a new application.

That's unlikely to happen with Office 2003, however, said Paul De Groot, an analyst for research firm Directions on Microsoft. A relative paucity of major bugs in Office 2003 has encouraged IT folks interested in upgrading to do so promptly, as evidenced by Microsoft's quarterly earnings report last week showing a significant jump in revenue for the Office division. "It does not appear to have been a terribly problematic release," De Groot said.

Businesses holding off on Office 2003, however, may be doing so because they need more time to test and plan for implementation, De Groot said. Enhancements in the new release are focused on under-the-hood improvements such as XML functions and digital rights management, capabilities that require significant and sometimes problematic integration with other IT systems.

"There's a fair amount of work for any company that really wants to leverage all the new capabilities of Office 2003," De Groot said. "There's a great deal of developer work that needs to take place...Any organization that saw something significant in 2003 was probably looking at integration with other systems, and they may still need time to evaluate."

The most obvious changes in SP1 are related to the InfoPath electronic forms product and the OneNote notetaking application. Based on user feedback and product testing, Microsoft has made significant changes to the way those applications look and work.

Tweaks for core Office applications such as Word and Excel are more under the hood and focus on improving stability and performance, said Jeanne Sheldon, director of Office management and updating services.

"With the core applications, customers have become very accustomed to working with them in certain ways," Sheldon said. "We don't want to make changes in an interim release that are disruptive for the customer."

Instead, Microsoft engineers combed through thousands of reports generated by Microsoft's Watson and other error-reporting tools to pinpoint what was making applications crash or perform erratically.

"We've really worked through the information we get back from the customer experience program," Sheldon said. "We can categorize the reports based on the particular components involved and the line of code that's failing--and go straight for the significant hitters...We were able to increase the reliability of the product across a number of different measures about sevenfold."

CNET News.com
 
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spacer.gif     Internet: diffusi files coperti diritto autore, 5 indagati
Inviato da: pleung di Mercoledì, 28 Luglio 2004 - 07:48 AM
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376 Letture

MILANO, 27 LUG - Agenti della GdF di Milano stanno perquisendo le abitazioni dei gestori di quattro forum che si trovano nel sito italiazip.com. L'operazione riguarda un'inchiesta nella quale per ora sono indagate 5 persone per violazione della legge sul diritto d'autore. I forum permettevano di scaricare gratuitamente milioni di files contenenti film, album musicali e videogiochi appena usciti, opere letterarie e addirittura software di ultima generazione.

ANSA
 
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spacer.gif     Treviso: esplode cellulare, donna ferita alla mano
Inviato da: pleung di Mercoledì, 28 Luglio 2004 - 07:41 AM
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365 Letture

TREVISO - Sono ancora in corso acccertamenti tecnici per capire con precisione come un cellulare Nokia 3310 abbia potuto esplodere tra le mani di una casalinga del Trevigiano provocandole una profonda ferita tra l'indice e il pollice della mano destra curata con sei punti. L'episodio risale ad alcuni giorni fa ma solo oggi il quotidiano «La Tribuna di Treviso» lo rende noto nei particolari. Una casalinga di 45 anni, S.A. di Povegliano (Treviso) si trovava nella cucina di casa con il figlio di sei anni accanto. La donna ha deciso di chiamare al telefono il marito per salutarlo. Ha preso in mano il suo cellulare e ha notato - come ha spiegato poi - che era caldissimo, ma lo ha acceso lo stesso. Appena attivato, il telefonino è letteralmente esploso come una bomba con un botto assordante e con una pioggia di schegge di plastica che hanno colpito leggermente alle gambe anche il bambino. La donna ha subito medicato il figlio, poi ha notato che tra l'indice e il pollice della sua mano, quella che teneva il cellulare, c'era un profondo taglio. Ha quindi deciso di rivolgersi al pronto soccorso dove le sono stati praticati sei punti di sutura. La prima risposta dei tecnici all'esplosione parla della rottura di un microchip che regola il tempo di ricarica della batteria. La donna aveva infatti messo a ricaricare il telefono la stessa mattina. Probabilmente guasto, il cellulare aveva continuato ad immagazzinare energia surriscaldandosi, l'accensione dell'apparecchio ha funzionato da innesco e ha provocato l'esplosione. L'episodio di Povegliano riporta ad alcuni casi del 2003 quando, in diverse parti del mondo, si verificarono esplosioni di apparecchi Nokia provocati, si disse, dall'uso di batterie non originali. Tra gli episodi quello della giovane fisioterapista vietnamita alla quale esplose il cellulare in tasca mentre faceva colazione e i due casi registrati in Olanda dove una donna e un ragazzo rimasero feriti dall'esplosione del loro cellulare Nokia. Anche in questi casi si parlò di uso di batterie non originali.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Italia ai primi posti per la vendita di software pirata
Inviato da: pleung di Martedì, 27 Luglio 2004 - 07:36 AM
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1992 Letture

ROMA, 26 LUG - L'Italia ai primi posti in Europa per la vendita di software pirata, secondo un'indagine di Business Software Alliance e Idc. Secondo la ricerca, condotta dalla societa' Idc, solo otto nazioni su 24 in Europa superano l'Italia nella vendita dei software illegali. Per Bsa, che opera nella lotta alla duplicazione illegale di software, il 37% del software in Europa e' frutto della pirateria. In Italia, secondo la ricerca, sarebbe invece il 49%.

ANSA
 
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spacer.gif     Un virus fa crollare Google a un passo dalla quotazione
Inviato da: pleung di Martedì, 27 Luglio 2004 - 07:34 AM
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392 Letture

MOUNTAIN VIEW (California) - Google si blocca. Nel giorno in cui la compagnia di Sergey Brin e Larry Page annuncia il prezzo di collocamento delle sue azioni al Nasdaq, per qualche ora il sito non è in grado di rispondere alle richieste degli utenti. Secondo il weblog tecnologico Slashdot, i server del più famoso motore di ricerca sono crollati sotto il peso di MyDoom.M, worm che si sta diffondendo velocemente in queste ore e che è istruito per setacciare il Web alla ricerca di indirizzi e-mail da attaccare.

MyDoom.M è l'ennesima variante di un worm che a gennaio seminò il panico in mezzo mondo. Secondo quanto riportato dall'Internet storm center (Isc), questa versione del virus usa i motori di ricerca per trovare indirizzi e-mail da attaccare. Quando un pc viene infettato, MyDoom.M scorre tutti i file dell'utente alla ricerca di nomi di dominio. Quando ne individua uno, fa il giro dei motori di ricerca chiedendo quali indirizzi di posta elettronica esistano per quel determinato dominio. Questa attività, che inonda i server con un numero di richieste anomalo, sarebbe all'origine dei problemi di Google.

L'azienda di sicurezza MessageLabs ha intercettato oltre 23 mila copie di MyDoom.M nelle prime cinque ore di diffusione. Secondo Keynote Systems, società che misura le performance dei principali 40 siti Internet, i problemi di navigazione sono stati generalizzati, in particolare per quanto riguarda i motori di ricerca. Ma il sito di Mountain View è stato l'unico a risultare completamente inservibile. In Italia, le ricerche di Google sono state fuori uso da prima delle 18 alle 21 passate.

Non poter contare su Google, fatto più unico che raro nella storia del motore, ha creato qualche problema ai navigatori. C'è chi (scherzando) ha parlato di "segni della fine del mondo". Ricordando che le precedenti versioni di MyDoom erano state programmate per attaccare compagnie non particolarmente amate dal popolo della Rete, un lettore di Slashdot ha scritto: "Finché i creatori di virus vogliono attaccare Microsoft e Sco, va bene. Ma questa... Questa è guerra!".

Nel frattempo, le principali case di antivirus stanno pubblicando rimedi per gli utenti infettati da MyDoom. Il worm si nasconde all'interno di un messaggio del tipo "Non è stato possibile recapitare questa e-mail" ed è particolarmente insidioso poiché spesso la lettera infetta sembra inviata da un collega di lavoro o da un amministratore di sistema.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Violazioni digitali del copyright
Inviato da: pleung di Martedì, 27 Luglio 2004 - 07:30 AM
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356 Letture

Giovedì, al Senato americano si tiene la prima di una serie di audizioni a proposito di una legge «terribile». Si chiama «Inducing Infringement of Copyrights Act» e il suo scopo è di farla finita una volta per tutte con le violazioni digitali del copyright. Per questo intende punire non solo chi scambia i materiali, ma anche tutti coloro che «inducono» tali comportamenti, mettendo a disposizione hardware e software che lo permettono. La categoria è così vasta che ogni apparato di registrazione cadrebbe in tale categoria.

A favore ci sono le industrie discografiche e quelle del cinema, ma contrari non sono soltanto i cyberlibertari e i consumatori, ma anche le stesse aziende dell'informatica e delle telecomunicazioni. Quanto alle case di software, esse sono divise al loro interno: il gruppo più potente, raggruppato nella Bsa (Business Software Alliance), cui aderisce anche la Microsoft, è favorevole, ma altre associazioni come la Computer and Communications Industry Association sono molto polemiche.

Per sostenere l'importanza di questa legge, la Bsa nelle settimane scorse ha pubblicato una ricerca, commissionata a una rispettabile azienda di analisi di mercato, la Idc. Da questo rapporto risulta che il 36% del software installato al mondo è «piratato». In cifre l'anno scorso nel mondo sarebbero stati installati programmi software per un valore di 80 miliardi di dollari (65 miliardi di euro), ma solo 51 miliardi (41,5 miliardi di euro) sarebbero stati acquistati legalmente, il resto sarebbe invece frutto di pirateria.

Ma come si arriva a queste stime? I dati oggettivi e verificabili sono quelli relativi alle vendite legali, forniti dalle aziende di software stessi, ma per il resto si tratta di una stima induttiva, basata in parte su interviste, realizzate in tutto il mondo e in parte sul valore dell'hardware venduto (cui di solito si associano più programmi software).

La cosa seccante è che né la Bsa né Idc dettagliano la metodologia seguita, il che inficia il valore scientifico della ricerca e lascia la strada aperta a ogni dubbio. Ufficialmente la tecnica non viene rivelata perché è essa stessa una metodologia proprietaria, di cui Idc non vuole rivelare i dettagli.

Ma le critiche non finiscono qui. Gary Shapiro della Consumer Electronics Association, ha dichiarato: «È un'assunzione fallace sostenere che ogni copia non autorizzata sia una vendita persa». Questo perché, come noto, la disponibilità di software non autorizzato spinge molti a procurarselo anche se non ne hanno bisogno davvero.

A questa critica la Idc ha risposto rivelando una sua valutazione percentuale interessante, che nello studio non compare: solo il 10% delle copie non autorizzate sono effettivamente perdite per le vendite. In questo caso il mancato incasso delle case di software non sarebbe di 29 miliardi di dollari (23,6 miliardi di euro), ma di 2,9. In effetti, ammette John Gantz, responsabile della ricerca, sarebbe stato più corretto parlare di «valore al dettaglio del software piratato» anziché di perdite per l'industria. Ma le lobby evidentemente preferiscono drammatizzare.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     La radio si sintonizza sul futuro
Inviato da: pleung di Lunedì, 26 Luglio 2004 - 07:35 AM
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405 Letture

Sono passati esattamente 130 anni dal giorno in cui il mondo testimoniò l’uscita del "Trattato dell'elettricità del magnetismo", il famoso scritto con il quale Maxwell tradusse in forma matematica le rivoluzionarie idee di Faraday sui campi di forza prodotti da cariche elettriche e da magneti, fornendo così le basi della moderna teoria sull’elettromagnetismo. Poco meno di 100 anni ci dividono invece dalla prima volta in cui venne utilizzato il termine "radio", nel corso di una conferenza svoltasi a Berlino nel 1906.

Da allora di cose ne sono cambiate parecchie. La radio è diventata rapidamente uno dei mezzi di comunicazione di massa più importanti del secolo appena passato, affidando al gracchiante zapping magnetico i compiti più svariati, dalla ricerca di conferme di libertà alla musica, dalle partite sportive alla fuga dal presente. Il nuovo millennio ha aggiunto a tutto questo un elemento in più, quella globalità digitale che ha già fatto e sta facendo la fortuna dell’ultimo grande mezzo di comunicazione che la Storia ha portato alla luce: Internet.

Grazie alla Rete, infatti, oggi le radio trovano un nuovo sconfinato terreno di gioco, dove le ristrettezze di banda diventano solo brutti e polverosi ricordi e dove il concetto del "sempre e ovunque" colora di sé ogni singola trasmissione. I dati raccolti dalle principali ricerche confermano il dilagare del fenomeno a livello mondiale: secondo Arbitron Internet Broadcasting Ratings, le cinque principali radio online, AOL radio@Network, Launchcast di Yahoo, Live365, Musicmatch e Virgin Radio, sono cresciute del 32% da giugno 2003 al febbraio 2004. Un tasso di crescita destinato peraltro ad aumentare, grazie all’avvento dei nuovi apparecchi mobili che consentono all’utente di portarsi dietro la musica ovunque desiderino.

Secondo i più esperti, le radio online stanno sempre più conquistando inoltre il mondo lavorativo, non comportando per gli utenti alcun problema di interferenze o di ricezione. La maggior parte di esse presentano un’interfaccia intuitiva e semplice da usare. Solo alcune richiedono di scaricare un programma per ascoltare le canzoni, e tutte offrono un’ampia scelta di generi musicali e di stazioni provenienti da ogni parte del globo.

Non mancano però gli ostacoli. Primo fra tutti la strenua opposizione da parte dell’industria musicale, che guarda al diffondersi del fenomeno con crescente preoccupazione. Già si fanno fatica a contare i tentativi di bloccare sul nascere il diffondersi delle radio su Internet, attraverso spavalde operazioni che comprendono anche la richiesta di somme riparatorie da parte delle emittenti per ogni canzone trasmessa online. Questo spiega anche il perchè, per ora, le principali radio della Rete sono di proprietà di colossi come Virgin, Yahoo o AOL, che non hanno certo problemi di denaro. Ma la sfida, come si dice, è appena iniziata. Non resta che sintonizzarsi sul futuro, e vedere quello che accadrà.

Il Sole 24 Ore
 
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spacer.gif     Pedofilia: associazione Meter denuncia un portale
Inviato da: pleung di Lunedì, 26 Luglio 2004 - 07:32 AM
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351 Letture

AVOLA (SIRACUSA), 25 LUG - Un portale con riferimenti mondiali di contenuto pedopornografico e' stato scoperto e denunciato dall' associazione Meter. L'associazione, di don Fortunato Di Noto, ha presentato la denuncia alla procura distrettuale di Catania, tramite la polizia postale e delle comunicazioni. 'Si tratta - spiega l' associazione in una nota - di una vera e propria miniera di informazioni e di scambio internazionale di notizie, siti pedopornografici e guide alternative di sesso con bambini.

ANSA
 
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spacer.gif     Internet: nuovo virus propagato attraverso e-mail
Inviato da: pleung di Domenica, 25 Luglio 2004 - 07:53 AM
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356 Letture

WASHINGTON, 24 LUG - Un nuovo virus attraverso messaggi e-mail promette le foto del suicidio di Osama bin Laden. Avrebbe gia' infettato migliaia di computer, si tratta di un 'trojan horse' (cavallo di troia) chiamato 'Hackarmy'. Le e-mail rimandano a un sito con cartella dove sarebbero contenute le foto di Bin Laden appeso a una corda per il collo. Il cadavere, si afferma, sarebbe stato trovato nei giorni scorsi da una troupe della rete televisiva americana Cnn.

ANSA
 
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spacer.gif     Cina: "Via il porno dalla Rete"
Inviato da: pleung di Domenica, 25 Luglio 2004 - 07:52 AM
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378 Letture

La Cina lancia la "lotta del popolo" contro la pornografia in Internet e fissa la fine di settembre come data di scadenza entro la quale tutti i siti dovranno sbarazzarsi dei contenuti "indecenti". Pena, il ritiro della licenza e una multa.

"La pornografia ha danneggiato enormemente lo stile di vita, inquinato la società a tutti i livelli, rovinato la salute fisica e la stabilità psicologica della nostra gioventù", ha dichiarato Zhou Yongkang, ministro della sicurezza e segretario del Partito Comunista del Comitato Centrale cinese. La battaglia alla pornografia in rete è l'ennesimo passo di una campagna di repressione dei mezzi di telecomunicazione che il governo ha lanciato all'inizio della primavera. I leader cinesi si stanno impegnando in quella che considerano un'operazione contro "l'inquinamento spirituale che attacca i valori morali".

Il presidente Hu Jintao aveva fatto un appello perché ogni cittadino si impegnasse ad annientare le pagine web i cui contenuti avrebbero potuto destabilizzare la sicurezza nazionale con slogan anti governativi, inviti al gioco d'azzardo e promozione della pornografia. Per facilitare la gente, ha creato due numeri telefonici speciali da chiamare per denunciare gli infami indirizzi web e www. cyberpolice. cn, un sito dal nome inequivocabile da cui, registrandosi, si può mandare un messaggio al Ministero della Sicurezza segnalando i link alle pagine con materiale erotico.

Attraverso il sito, che ha ricevuto 22.000 rapporti in meno di un mese, 500 pagine on-line sono entrate nella lista del governo. Già a fine giugno, la China Internet Association, un'organizzazione statale, aveva sottoposto alla firma degli internet providers un patto di "autocontrollo e disciplina" legato alla campagna. Migliaia di siti, inclusi i più importanti e frequentati hanno link a siti porno, foto e filmati, come in ogni altra parte del mondo.

La censura deve raggiungere anche i telefoni cellulari. L'autodisciplina deve essere applicata ai messaggi di testo di telefonia mobile e banditi gli SMS dal contenuto "malsano o fraudolento" e anche le maggiori compagnie devono impegnarsi ad istituire severissimi filtri.

Le autorità cinesi fanno uso delle tecnologie più avanzate per controllare il flusso di informazioni, ma anche per promuovere l'uso della rete per sviluppare l'economia nazionale. Perché, anche nel secondo paese al mondo per numero di navigatori, circa 80 milioni, internet fa girare il denaro ma anche le idee. Ma ideologie non conformi alla linea politica governativa vengono perseguite e il paese è considerato la più grande prigione per "cyber dissidenti".

Repubblica.it
 
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spacer.gif     "Bin Laden si è impiccato" Il tranello di un nuovo virus
Inviato da: pleung di Domenica, 25 Luglio 2004 - 07:50 AM
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353 Letture

ROMA - Se vi arriva una e-mail che vi propone le immagini del suicidio di Osama Bin Laden, non lasciatevi incantare. Perché si tratta di un nuovo virus, propagato attraverso messaggi di posta elettronica da diversi giorni, e che avrebbe già infettato migliaia di computer. Le segnalazioni che promettono di diffondere le immagini del capo di Al Qaeda impiccato hanno invaso le chat di Internet. Al grido di "Osama Bin Laden si è suicidato", o "Osama Bin Laden catturato".

Chi cade nella trappola e apre il messaggio, viene invitato a spingersi oltre. "Una notizia appena diffusa dalla Cnn: Osama è stato catturato! Un video e alcune fotografie sono state diffuse. Vai al link per vederle!". A quanto riferisce il quotidiano britannico The Guardian, un'altra versione simile (che cita anch'essa la Cnn) specifica, per i più diffidenti, che "la notizia non è ancora stata diffusa dai telegiornali, perché George W. Bush vuole la conferma che si tratti veramente di Bin Laden".

Chi decide di scaricare le foto si trova però di fronte a una sgradevole sorpresa. Al posto delle immagini del capo dell'organizzazione terroristica, avrà installato un nuovo tipo di virus sul suo computer: secondo la Sophos, una società che produce un anti-virus, si tratta di un trojan horse, un "cavallo di Troia" chiamato "Hackarmy", attraverso il quale un pirata informatico può assumere il controllo del computer colpito. Usa un modo subdolo per entrare ed è programmato per carpire informazioni sensibili come quelle di banche dati.

"Sembra che questa volta i pirati informatici si siano concentrati sulla curiosità morbosa del pubblico riguardo alla guerra al terrorismo", ha commentato Graham Cluley, consulente tecnologico della Sophos.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Internet: Napster si accorda con Murdoch
Inviato da: pleung di Venerdì, 23 Luglio 2004 - 11:54 AM
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NEW YORK, 23 LUG - Napster, il servizio di musica online americano, si accorda con Rupert Murdoch e si appresta a sbarcare in Inghilterra .Secondo quanto scrive il Financial Times, gli acquirenti dei tabloid Sun e News International potranno scaricare gratuitamente brani musicali dall'archivio di 750.000 canzoni detenuto da Napster.Se funzionera',l'accordo stretto da Napster con News C.dovrebbe estendersi ad altri quotidiani britannici del gruppo guidato da Murdoch.

ANSA
 
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spacer.gif     Internet: dagli Usa un sito ribelle
Inviato da: pleung di Mercoledì, 21 Luglio 2004 - 08:50 AM
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NEW YORK, 21 LUG - E' nato un sito ribelle contro l'obbligo di fornire dati e informazioni per accedere ai siti web.'Bugmenot.com' e' un sito fondato da un anonimo australiano che permette agli utenti di Internet di conoscere login e password di migliaia di siti senza dovere rivelare le generalita'.Secondo 'Bugmenot.com' sono gia' 14.429 i siti 'liberati' dal 2003 da quando il suo creatore ha iniziato la guerra alle continue richieste di informazioni personali.

ANSA
 
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spacer.gif     Microsoft compra "Lindows" 20 milioni di dollari per un nome
Inviato da: pleung di Mercoledì, 21 Luglio 2004 - 08:49 AM
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ROMA - Conclusione a sorpresa nella battaglia legale che vede contrapposte dal 2001 Microsoft e l'azienda Lindows, accusata di utilizzare un nome troppo simile a quello del sistema operativo Windows. La società di Bill Gates ha deciso di pagare 20 milioni di dollari per ottenere il marchio della compagnia di San Diego, che continuerà ad operare con il nome di Linspire.

Lindows è stata fondata tre anni fa da Michael Robertson, il creatore del sito Mp3.com, per realizzare una delle grandi sfide dell'open source: un sistema operativo basato su Linux nel quale possano funzionare anche i programmi Microsoft. L'iniziativa ha dato molto fastidio a Bill Gates e soci, che vedono come il fumo negli occhi la possibilità che Word e Excel possano girare in un ambiente diverso da Windows. Inoltre quel nome (Lindows, nato dall'unione di Linux e Windows) può, a loro modo di vedere, generare confusione negli utenti. Così hanno fatto causa a Robertson per violazione di marchio, negli Stati Uniti e in altri paesi.

Nel frattempo il sistema operativo Lindows, che nel 2001 era solo un progetto su carta, è diventato realtà. Il prodotto in commercio non ha soddisfatto in pieno le attese dei clienti. Ma i giudizi tiepidi di chi ha provato il sistema operativo sono stati messi in ombra dalle notizie sul procedimento legale, che si sono rivelate un'insperata fonte di pubblicità. Così Microsoft ha deciso di risolvere il problema alla radice.

L'accordo di oggi è vantaggioso per tutti. Microsoft toglie un avversario dalla luce dei riflettori e, allo stesso tempo, scongiura la possibilità che il procedimento produca un effetto indesiderato, ovvero che "Windows" sia dichiarato nome troppo generico per essere protetto dalle regole sui marchi. Linspire, dal canto suo, incassa liquidità preziosa in vista dell'ingresso in Borsa (previsto per aprile) e pone fine ad una serie di processi e dibattimenti che rischiavano di prosciugare le sue finanze. D'altra parte, la società aveva già cambiato nome per il mercato internazionale, e continuava a chiamarsi Lindows soltanto negli Stati Uniti. Tenendo conto che Linspire prevede di incassare complessivamente dalla quotazione 48 milioni di dollari, si capisce come i soldi di Microsoft siano una provvidenziale boccata d'ossigeno.

"Siamo contenti di poter risolvere questa disputa in termini vantaggiosi per tutti", ha dichiarato a proposito Michael Robertson. E Tom Burt, capo del consiglio legale di Microsoft, si è detto "soddisfatto che Lindows possa ora affrontare il mercato con un nome che lo contraddistingua".

La società di Redmond pagherà a Linspire 15 milioni di dollari entro i prossimi trenta giorni. I restanti 5 milioni saranno versati quando Microsoft avrà ottenuto il controllo di alcuni nomi di dominio collegati a Lindows, e comunque non oltre il 25 gennaio. Linspire potrà continuare ad utilizzare gli indirizzi Lindows.com e LindowsInc.com per altri quattro anni, ma soltanto per reindirizzare i visitatori verso il nuovo sito, Linspire.com.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     GB: servizio via sms risponde a qualsiasi domanda
Inviato da: pleung di Martedì, 20 Luglio 2004 - 10:26 AM
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LONDRA, 19 LUG - Insicurezze psicologiche, dubbi culturali, domande su problemi concreti? Niente paura, il cellulare ci da' una mano. Un nuovo servizio offerto in Gran Bretagna risponde su tutto via sms: da 'chi e' Dio' a 'qual e' la pizzeria piu' vicina'. Per le richieste piu' semplici e frequenti, un computer risponde in automatico, mentre un team di esperti si occupa delle questioni piu' complesse. Una delle domande piu' frequenti: 'Chi sono io?'.

ANSA
 
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spacer.gif     Un milione di videofonini l'oggetto cult diventa di massa
Inviato da: pleung di Lunedì, 19 Luglio 2004 - 09:03 AM
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ROMA - Addio vecchio telefono. I numeri parlano chiaro: per i videofonini è tempo di boom. In soli quattro mesi il numero dei clienti di "3", il principale operatore di videofonia mobile in Italia, sono raddoppiati e dai cinquecentomila che erano, sono arrivati ad essere un milione.

Certo, si tratta ancora di una pattuglia rispetto alle decine di milioni di italiani armati di telefono cellulare, ma la forte accelerazione della diffusione dei terminali, in grado di mettere in collegamento le persone non solo in audio ma anche in video, segna l'inizio di una fase completamente nuova, quello della videofonia.

L'accelerazione è stata causata da diversi fattori: innanzitutto l'ingresso in campo degli altri operatori della telefonia mobile, Vodafone e Tim. Dopo qualche mese di riflessione, nel quale hanno lasciato "3" sola nell'offerta dei telefonini Umts (la tecnologia che consente la trasmissione di dati ad alta velocità, che permette quindi di trasmettere anche il video oltre che l'audio sui cellulari), hanno lanciato i loro telefonini e le loro offerte. E Telecom ha puntato sui suoi terminali fissi, che hanno iniziato a portare anche nelle case le videotelefonate, cosa che già era possibile per gli abbonati alla fibra ottica di Fastweb, con l'uso delle webcam, e per gli utenti Adsl di Alice della Telecom armati di computer.

Per rispondere all'attacco degli altri operatori la "3" ha sguinzagliato un'offerta estremamente allettante, quella di videofonini a 99 euro, un prezzo clamorosamente più basso di quello dei suoi concorrenti, conquistando quindi una nuova fascia di utenti, soprattutto i giovanissimi, pronti a inviare non solo sms e fotografie attraverso i propri cellulari, ma anche videoclip e brevi filmati.

Cosa ci fanno gli italiani con il videofonino? Secondo i dati della "3" ad essere più richiesti sono i contenuti musicali, videoclip dei brani di successo e canzoni in formato digitale, con più di dieci milioni di brani audio e video scaricati e visti attraverso i terminali. Subito dopo arriva lo sport, spinto in alto soprattutto dal calcio di "Euro 2004", con otto milioni di filmati scaricati, dalle news multimediali ai videogiornali (2.800.000).

L'Umts consente, infatti, la trasmissione della tv via cellulare, e infatti i vari operatori hanno chiuso accordi con i principali telegiornali (con le offerte dei vari operatori si possono ricevere news dall'Ansa, dal Sole 24 Ore, da Rainews24, dal Tg5), ma anche con trasmissioni di successo come il "Grande Fratello", "Zelig" o il "Festivalbar". Ci sono poi i cartoni animati di Cartoon Network o i filmati sexy di Playboy, si possono vedere videoclip o si può scaricare musica con un livello di qualità audio paragonabile a quella di un cd, si possono registrare e spedire via email brevi filmati, ci si può collegare a Internet e consultare i propri siti preferiti (ad esempio Repubblica.it sulla rete di "3"), oltre che, ovviamente, chiacchierare dal vivo guardandosi negli occhi.

Quest'ultima funzione è la più apprezzata dagli utenti: gli abbonati 3 hanno effettuato 120 milioni di minuti di videochiamate, con una crescita del 46 per cento nell'ultimo semestre. La videochiamata piace soprattutto quelli che hanno già scelto l'impianto di videofonia fissa della Telecom, che cambia radicalmente l'uso che fino ad oggi si è fatto del telefono di casa, trasformandolo in un terminale multimediale vero e proprio. Insomma, il vecchio telefono casalingo è ormai destinato ad andare definitivamente in pensione, soppiantato dai telefonini prima e dai videofonini oggi.

Che le cose negli ultimi mesi erano cambiate lo si era notato soprattutto nei recenti grandi concerti, dove accanto alla ormai abituale selva di braccia alzate con il telefonino per fotografare il proprio beniamino, si sono visti sempre più di frequente i videofonini, pronti a "trasmettere" live le immagini degli artisti.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Nasce il sito www.reti-invisibili.net
Inviato da: pleung di Domenica, 18 Luglio 2004 - 08:37 AM
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GENOVA, 17 LUG - Una rete di famiglie e un sito per fare chiarezza sulle morti ancora misteriose 'vittime dello Stato': www.reti-invisibili.net. L'iniziativa e' dei famigliari delle tante vittime che non hanno ancora avuto giustizia, fra i quali Carlo Giuliani. Il sito sara' operativo da domani e verra' presentato nell'ambito delle manifestazioni per ricordare i fatti del G8 di Genova del 2001. Fra i promotori i genitori di Carlo Giuliani.

ANSA
 
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spacer.gif     Internet, crollano le frontiere La Corea del Nord sbarca online
Inviato da: pleung di Domenica, 18 Luglio 2004 - 08:34 AM
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ROMA - La Corea del Nord, il paese più isolato e militarizzato del mondo, apre le frontiere della rete. The Neanra, letteralmente, il mio paese è il primo portale nord coreano ad approdare su internet.

Il sito, che si trova all'indirizzo www.kcckp.net, è ordinato e, apparentemente, user friendly, con una grafica semplice, quasi rigorosa. Si apre una chiara finestra che invita a scegliere la versione inglese o quella coreana e si accede al "raro" contenuto. Il portale è gestito dalla Germania e offre informazioni legate alla politica interna della Corea del Nord, al commercio, al turismo, alla cucina, alla storia e cultura del paese. Ci si deve registrare per avere un e-mail o fare shopping virtuale.

Mercoledì scorso ha avuto 14000 visitatori che sono riusciti ad ascoltare le melodie propagandistiche che si aprono in homepage, e navigare tra le notizie, aggiornate al mese di giugno, pubblicate dall'agenzia di stampa governativa Knca (Korean Central News Agency), interamente controllata dal leder Kim Jong II. Il premier ha da tempo la reputazione di essere un amante della rete ed è stato negli anni più interessato a ricevere aggiornamenti legati alle nuove tecnologie che ad aiuti umanitari per un popolo affamato.

Nonostante si possa accedere al portale da tre settimane, non tutte le sezioni sono ancora raggiungibili. I contenuti multimediali che dovrebbero fornire musica e filmati non sembrano essere stati ancora messi in funzione. Ci si possono segnare, però, i numeri telefonici di imprese statali che operano in ogni campo, "dagli abiti all'ultimo grido fatti a mano, all'artigianato in metallo".

Una vasta sezione centrale celebra il decimo anniversario della morte dell'ex presidente Kim Il Sung e si possono leggere una serie di informazioni sulla sua vita e il suo impegno politico. La Knca dedica anche una poesia al "patriota la cui fama mai morirà". Un link, non ancora in funzione, potrebbe accendere una certa curiosità: si chiama "la Corea è una, una nazione omogenea" e la cartina che la rappresenta unisce il nord e il sud.

Ci sono anche i numeri di telefono per contattare il web master e non hanno il prefisso della Germania, ma sono numeri nordcoreani. Da circa cinque anni esistevano due semplici siti di informazione, uno sempre di proprietà della Knca e gestito dal Giappone (www.kcna.co.jp) e un altro con notizie viste dagli occhi di Pyongyang ma pubblicato dalla Cina.

Negli ultimi mesi si sono susseguite brevi notizie su un'ipotetica apertura al resto del mondo da parte del governo nord coreano. Un mese fa le due Coree si erano avvicinate, aprendo varchi al confine per il passaggio di merci e il governo del nord aveva ridimensionato i toni della propaganda dagli altoparlanti sulla frontiera.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Telefonini: occhio a scaricare suonerie da Internet
Inviato da: pleung di Sabato, 17 Luglio 2004 - 08:49 AM
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445 Letture

MILANO, 17 LUG - Il Codacons lancia l'allarme spesa per i telefonini e avvisa: occhio a scaricare dal web suonerie o loghi. Spesso i costi sono ben nascosti. Puo' capitare che, installando un programma per scaricare una nuova suoneria, a insaputa dell'utente venga chiusa la connessione locale con il provider e si venga sparati su una linea 166, 899 o 709. Le conseguenze sono bollette altissime, da cui ci si puo' difendere scaricando gratis dalla rete software antitruffa.

ANSA
 
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spacer.gif     Tre colossi del Web si alleano per creare il medium del futuro
Inviato da: pleung di Sabato, 17 Luglio 2004 - 08:46 AM
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ROMA - Una nuova forma di comunicazione. E' (niente di più, niente di meno) ciò che hanno intenzione di fornire Microsoft, Yahoo! e America Online attraverso un inedito accordo di collaborazione appena annunciato. Il patto prevede che i servizi di instant messaging dei tre colossi (Msn, Y!Im e Icq) inizino a dialogare tra loro.

Per ora, l'accordo riguarda soltanto l'ambito aziendale: gli utenti che sul lavoro hanno a disposizione il Live Communication Server di Microsoft per comunicare con altri professionisti, potranno dialogare con amici e parenti che usano Y!Im o Icq. Ma, in prospettiva, questo può essere il primo passo per fare dell'instant messaging ciò che non è mai stato: un mezzo di comunicazione aperto, universale e affidabile come la posta elettronica. "L'e-mail non sparirà - dichiara a Repubblica.it Stefano Maruzzi, country manager di Msn Italia - ma l'instant messaging esploderà e gli si affiancherà come nuova forma di comunicazione".

Gli instant messenger sono software che permettono agli utenti di comunicare in tempo reale, con un meccanismo più rapido della posta elettronica e meno caotico delle chat. Nati dalla metà degli anni Novanta, hanno conosciuto un successo crescente grazie alla diffusione delle connessioni a banda larga e delle tariffe flat.

Secondo Microsoft, attualmente, i navigatori dedicano all'instant messaging il 5 per cento del tempo trascorso online. Ma secondo Nate Root, analista di Forrester Research, la loro adozione da parte del grande pubblico è ancora frenata dal fatto che i possessori di un determinato software possono dialogare soltanto con gli utenti della stessa piattaforma, risultando invisibili a tutti gli altri. Un po' come se le e-mail scritte con Outlook Express non fossero leggibili su Eudora. Ogni tentativo di integrazione dei vari sistemi era stato ostacolato dai tre principali attori di mercato. Fino ad oggi.

"Certo, non siamo ancora di fronte al 'Santo Gral' dell'instant messaging, cioè la possibilità da parte di chiunque di mandare messaggi a chiunque altro nel network", spiega la Root. Ma i rappresentanti delle tre aziende coinvolte nell'accordo mostrano ottimismo rispetto a futuri sviluppi: "Questa intesa rappresenta l'alba di una nuova era nell'instant messaging", commenta in un comunicato Edmund Fish, vicepresidente di Aol. E Maruzzi conferma: "L'accordo è chiaramente un primo passo. Anche perché il fenomeno dell'instant messaging riguarda tipicamente l'utenza domestica, più che quella aziendale". Più timidi i segnali che giungono da Yahoo!, secondo cui la concorrenza tra i tre sistemi nell'area consumer continuerà.

Saranno 400 milioni in tutto il mondo gli utenti interessati dall'accordo, del quale non sono stati resi noti i termini economici. Allo stato attuale, su ogni network di instant messaging avvengono quotidianamente oltre 2 miliardi di conversazioni. I margini di crescita derivanti dall'universalizzazione del servizio sono difficilmente calcolabili. Solo in Italia è possibile stimarli nell'ordine dei milioni di utenti. Secondo le previsioni, la nuova piattaforma integrata sarà disponibile dall'inizio del 2005.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Un milione di canzoni per OD2
Inviato da: pleung di Sabato, 17 Luglio 2004 - 08:42 AM
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Con un milione di nuovi brani aggiunti al proprio archivio, il servizio di musica online a pagamento offerto da OD2 diventerà il numero uno al mondo. Le new entry dovrebbero fare il proprio ingresso nel juke box digitale entro la fine dell'anno: il catalogo di canzoni passerà quindi dagli attuali 350 mila pezzi a oltre1,3 milioni, superando addirittura i più popolari iTunes e Napster. Ieri sono inoltre stati annunciati i risultati del secondo trimestre della compagnia di download, considerati incoraggianti. Negli ultimi mesi infatti le vendite sono aumentate sensibilmente: si parla del 28 per cento in seguito al lancio di iTunes in Regno Unito, Francia e Germania, e di un ulteriore 22 per cento nella settimana in cui Napster ha avviato il proprio servizio in Europa. Questo fa sperare che il mercato del Vecchio Continente stia per attraversare un periodo di crescita esplosiva. Acquistato all'inizio dell'anno dall'americana Loudeye, OD2 è l'unico servizio musicale europeo che concede l'utilizzo della propria tecnologia ad altri fornitori del medesimo settore, tra i quali troviamo per esempio MTV e Virgin.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     Cellulari rubati? Inutilizzabili "La Black list ferma i ladri"
Inviato da: pleung di Venerdì, 16 Luglio 2004 - 11:47 AM
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In Italia vengono rubati un milione di cellulari all'anno. Ma nelle ultime due settimane i ladri hanno avuto una brutta sorpresa: il telefonino non funziona più, con nessuna scheda telefonica. Un bottino inutile, da buttare. Perché dal primo luglio è attiva la "Black list", la banca dati dove vengono inseriti i codici dei telefonini rubati o smarriti, che vengono quindi bloccati. Uno scherzetto ai ladri che ha trovato subito tanti aderenti: in due settimane sono stati bloccati oltre 2.500 apparecchi. I gestori delle linee telefoniche mobili già si sbilanciano: "Presto nessun cellulare verrà più rubato".

E pensare che la soluzione al problema in parte esisteva già. Tutti i cellulari infatti hanno sempre avuto una "carta d'identità": un numero identificativo di 15 cifre, chiamato codice Imei, che si trova al loro interno, in genere nella batteria. Appare nel display digitando *#06#. I gestori hanno creato una banca dati che, una volta inserito quel codice, impedisce al rispettivo telefonino di riconoscere qualunque scheda Sim di Tim, Vodafone, Wind e 3.

Basta recarsi nella sede più vicina del gestore, comunicare il numero Imei, riempire un modulo e, nel caso di furto, presentare la denuncia. Chi non conosce il codice deve comunicare i 4 numeri telefonici più chiamati per permettere al gestore di ritrovarlo. A quel punto il telefonino entrerà nella "Black list" e diventerà inutilizzabile. Certo, in quel modo si blocca solo il cellulare, non lo si recupera. Presto questo tipo di furto scomparirà. Lo dicono i gestori commentando i numeri dei blocchi da loro effettuati dal primo luglio.

Tim. 625 cellulari bloccati. "Abbiamo lavorato per due anni intorno a questo progetto e il risultato è sicuramente positivo. E' una iniziativa utile socialmente".

Vodafone. 1640 cellulari bloccati. "Numeri gratificanti, perché questa iniziativa per noi era partita già dal 2000, ma i telefonini venivano bloccati solo per le nostre schede. Certo dal primo luglio ci sono molti più blocchi. Gradualmente questi furti verranno meno".

Wind. 323 cellulari bloccati. "Abbiamo sempre contribuito affinché si arrivasse alla creazione della black list. E' un'iniziativa utile per salvaguardare gli interessi dei consumatori".

3. 24 telefoni bloccati. "Questa iniziativa è sicuramente un deterrente contro il furto, un passo importante per contrastare la micro-criminalità. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione e trovare altre soluzioni".

Repubblica.it
 
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spacer.gif     La grande alleanza delle major "Sarà possibile copiare i dvd"
Inviato da: pleung di Venerdì, 16 Luglio 2004 - 11:46 AM
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LOS ANGELES - Un piccolo passo per le major, un grande passo per gli utenti. Microsoft, Intel, Sony, Walt Disney, Warner Bros., ovvero i più grandi nomi dell'industria tecnologica e cinematografica, hanno raggiunto un accordo che consentirà a chi acquista un dvd di copiarlo per poterlo leggere sul computer di casa o su apparecchiature portatili.

Il gruppo darà vita entro il prossimo anno ad una licenza (Advanced Access Content System) che conterrà le specifiche per la gestione dei contenuti registrati sui dischi ottici di nuova generazione. I promotori dell'iniziativa promettono che l'Advanced Access Content System sarà disegnato in modo da permettere copie autorizzate e legali dei film, anche in ambiente network.

Si tratta di concessioni limitate e, ovviamente, la distribuzione su Internet di opere protette da copyright attraverso i servizi peer-to-peer rimarrà illegale. Ma la mossa delle major hollywoodiane assume una rilevanza significativa perché va contro la generale tendenza dei detentori di copyright, che finora avevano sempre agito per limitare la possibilità di accesso ai contenuti, e non per espanderla. La Motion Picture Association of America aveva condotto negli ultimi anni una lunga battaglia legale contro alcuni hacker accusati di aver trovato un metodo per aggirare le protezioni (Css) che impediscono di copiare i dvd.

L'intento delle aziende coinvolte sembra essere quello di sfruttare appieno, anche e soprattutto dal punto di vista commerciale, tutte le possibilità fornite dalle nuove piattaforme di riproduzione, in particolare tenendo conto delle apparecchiature mobili e di quelle interconnesse. "Mai prima di oggi un gruppo di aziende aveva proposto una visione così chiara e comune per il crescente audience dell'entertainment, per la fruizione dei media in ogni luogo e in ogni momento senza sacrificare i diritti degli artisti, degli studios e dei proprietari dei contenuti", hanno dichiarato le industrie in un comunicato.

La nuova licenza si applicherà ai dvd di prossima generazione, che dovrebbero permettere di immagazzinare una maggiore quantità di dati, consentendo una qualità audio e video migliore di quella fornita dai formati attuali. Molte aziende stanno sviluppando nuovi tipi di dischi ottici e ancora non è stato raggiunto un accordo globale su quale sarà lo standard prevalente.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Buchi neri, una nuova teoria "Non spazzano via tutto"
Inviato da: pleung di Venerdì, 16 Luglio 2004 - 11:45 AM
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LONDRA - C'è un grosso buco nella teoria dei "buchi neri", e lo scienziato che l'ha inventata si appresta a riempirlo. Sulla base di nuove ricerche, Stephen Hawking, il più famoso fisico vivente, è pronto ad ammettere di essersi sbagliato. Per trent'anni, l'eminente studioso inglese ha difeso la nozione che i "buchi neri", lo stadio finale dell'evoluzione di una stella, non lasciano sfuggire nulla verso lo spazio esterno, neppure la luce, distruggendo tutto ciò che risucchiano senza lasciare traccia di niente. Ma nei giorni scorsi l'autore del best-seller mondiale "Breve storia del tempo" ha scritto agli organizzatori di una conferenza che si terrà a Dublino la settimana prossima, chiedendo di poter fare un intervento sull'argomento: "Ho risolto il paradosso dei buchi neri e vorrei parlarne", diceva il messaggio, inviato a Curt Cutler, fisico dell'istituto Albert Einstein di Golm, in Germania, che presiederà il convegno.

"Non ci ha mostrato niente di scritto, ma sulla base della sua grande reputazione lo abbiamo inserito all'ultimo momento nella lista dei relatori", riferisce il professor Cutler al settimanale britannico "New Scientist". Andando a interrogare collaboratori e allievi di Hawking alla Cambdrige University, la rivista ha avuto la conferma che il sessantaduenne scienziato, quasi completamente paralizzato e immobilizzato su una sedia rotelle per una grave malattia neurologica, intende rivedere le proprie convinzioni.

Nel 1976 Stephen Hawking spiegò il fenomeno con la teoria del "paradosso dei buchi neri". Aveva calcolato che, una volta formatosi, un "buco nero" comincia a perdere massa trasmettendo radiazioni di energia; che tali radiazioni non contengono alcuna informazione sulla materia all'interno del "buco nero"; e che quando un "buco nero" evapora, non ne resta alcuna traccia. La sua scoperta era in contraddizione con le leggi della fisica quantistica, secondo cui è impossibile spazzare via completamente le tracce di ciò che esiste. Ma il fisico rispondeva a questo apparente paradosso affermando che i campi gravitazionali dei "buchi neri" hanno una tale intensità da sconvolgere le leggi della fisica.

Pur non convincendo tutti i suoi colleghi, la teoria gli ha dato grande fama internazionale. Aiutato anche dalle cinque milioni di copie vendute dal suo libro "Breve storia del tempo", poco per volta Hawking ha fatto entrare i "buchi neri", uno dei più complicati misteri della scienza, nel linguaggio di tutti i giorni. L'idea che l'universo sia cosparso di spaventose trappole galattiche che risucchiano la materia e la consegnano all'oblio, ha affascinato a lungo chiunque alza gli occhi al cielo in una notte stellata.
Mercoledì prossimo, a Dublino, il professor Hawking dovrebbe rivelare che le cose non stanno esattamente così: quei mulinelli cosmici non risucchiano proprio tutto, qualche informazione sfugge al loro vortice e può arrivare fino a noi. Sarà un altro piccolo passo nell'impresa di comprendere i segreti dell'universo. Ma non potremo più usare "buco nero" come metafora di un tritacarne che tutto inghiotte e tutto fa scomparire.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Possibile convivenza tra gli instant messenger
Inviato da: pleung di Venerdì, 16 Luglio 2004 - 11:38 AM
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Al termine di un braccio di ferro pluriennale, i cosiddetti "giganti dell' instant messaging" sembrano aver compiuto un primo passo per rendere i rispettivi sistemi tra loro finalmente compatibili. Giunge infatti una notizia che agli occhi degli osservatori assume la forma di un segnale di tregua: più avanti nel corso di quest'anno il Live Communications Server, cioè il sistema di messaggistica in tempo reale che Microsoft offre all'utenza aziendale, permetterà agli utenti del suo client (il popolare MSN Messenger) di scambiare messaggi con i software della stessa tipologia firmati da America Online (Aol Instant Messenger) e da Yahoo! Limitata agli utilizzi dei settori professionali, l'iniziativa rappresenta dunque soltanto una delle prime tessere dell'intricato puzzle che una volta completato dovrebbe chiudere la controversia sull'interoperabilità. Definitivamente e per tutte le categorie di utenti. Ciò che più si auspica è che le ripercussioni di questa apertura ricadano anche sui servizi di comunicazione che milioni di navigatori domestici usano quotidianamente. Nel contesto attuale, infatti, i tre principali programmi sul mercato sono rigidamente compartimentati e non permettono che da Yahoo! Messenger i messaggi possano essere indirizzati agli utenti dell'IM di Aol né del Messenger di Microsoft, e viceversa.

Corriere della Sera
 
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spacer.gif     La sicurezza del Sud e' su Internet in una nuova veste
Inviato da: pleung di Giovedì, 15 Luglio 2004 - 09:29 AM
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ROMA, 15 LUG - Il sito www.sicurezzasud.it, per chi vuole approfondire il tema della legalita' nel Mezzogiorno, si presenta al pubblico dopo un restyling. Il portale rientra nel Programma Operativo Nazionale 'Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia', realizzato da Ministero dell'Interno e Dipartimento di Pubblica Sicurezza, con il cofinanziamento dell'Ue. L'intenzione e' quella di informare cittadini ed enti sui risultati del programma di intervento sulla legalita' nel Sud Italia.

ANSA
 
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spacer.gif     "Linux sta cambiando il mondo" La politica scopre l'open sour
Inviato da: pleung di Giovedì, 15 Luglio 2004 - 09:27 AM
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L'assessore Gramaglia
al convegno in Campidoglio

ROMA - "E' ora di capire che quella dell'open source non è una questione per tecnocrati: è una questione di democrazia". Le parole del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana riassumono il senso della giornata di lavori organizzata dal Comune di Roma sui cambiamenti introdotti dalle reti e dal software libero nel rapporto tra i cittadini e le istituzioni.

Il convegno capitolino cade il 14 luglio, una data simbolica che immancabilmente suscita fascinazioni nei relatori. Il professor Angelo Raffaele Meo, del Politecnico di Torino, parte proprio dalla presa della Bastiglia per illustrare il suo punto di vista su quella che chiama "la nuova rivoluzione" dell'open source. Una rivoluzione il cui esito deve essere, secondo Meo, il passaggio dalla logica imprenditoriale della competizione a quella della cooperazione.

Lo stesso Cortiana ricorda che "il 14 luglio fu la reazione della classe imprenditoriale contro posizioni parassitarie" e traccia un parallelo con chi oggi pensa di imporre un brevetto su qualunque codice informatico, "che è un po' come brevettare l'acqua, o le note musicali".

E Mariella Gramaglia, assessore alla Comunicazione del comune di Roma e organizzatrice dell'evento, cita un articolo dell'Economist: "In questo articolo l'open source viene visto in un'ottica generale, una grande forza che autorizza le persone a collaborare insieme, un modello che forse si può riproporre nella vita sociale".

Dell'open source come fattore di cambiamento della partecipazione politica parla anche il deputato Ds Pietro Folena: "Molti Stati penalizzano chi vuole far circolare il sapere, vedendo in Internet soltanto un mezzo per i pirati. Si pensi al decreto Urbani. Ma la libera circolazione delle idee è il più grande motore dello sviluppo".

Folena ha presentato con Cortiana un disegno di legge per favorire l'adozione del software libero nella pubblica amministrazione. Una posizione più radicale di quella, cauta, adottata dal governo. "L'open source va valutato senza opinioni preconcette", manda a dire il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, favorevole alla scelta di software libero o proprietario volta per volta, a seconda dei casi. Antonio Palmieri, responsabile Internet di Forza Italia, avverte: "Non facciamo di Linux un dogma, l'open source non deve essere oggetto di divisioni partitiche a priori".

E Alfonso Fuggetta, professore al Politecnico di Milano, mette in guardia contro quelli che chiama i "falsi miti" dell'open source: "Nella pubblica amministrazione - spiega - il 60 per cento del software è custom, realizzato appositamente per il cliente. Con questo l'open source non c'entra niente".

L'inedito dibattito politico italiano sull'open source rischia di mettere in un angolo la società che finora domina incontrastata il mercato dei sistemi operativi: Microsoft. "Noi non siamo una forza politica - ci tiene a precisare Umberto Paolucci, presidente di Microsoft Italia - ma siamo un ingrediente del quale i politici devono tenere conto".

repubblica.it
 
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spacer.gif     Al via Aitech, associazione dell'it italiana
Inviato da: pleung di Mercoledì, 14 Luglio 2004 - 09:01 AM
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  News
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ROMA, 14 LUG - E' stata costituita Aitech, l'associazione che rappresentera' le imprese dell'information technology presso enti e istituzioni. Lo rende noto Federcomin, la federazione di Confindustria che riunisce le imprese delle comunicazioni e dell'informatica. Aitech promuovera' lo sviluppo della societa' dell'informazione e dell'economia digitale a tutti i livelli.

ANSA
 
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spacer.gif     Web: niente partita Iva per registrare piu' domini.it
Inviato da: pleung di Mercoledì, 14 Luglio 2004 - 09:00 AM
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ROMA, 14 LUG - Niente piu' partita Iva per registrare siti Internet con dominio .it: da fine agosto basteranno il codice fiscale e la maggiore eta'. Quello che non scompare e' invece la 'lettera di assunzione di responsabilita'', una sorta di contratto in cui il richiedente si assume la responsabilita' civile e penale del nome a dominio. Finora i privati senza partita Iva potevano avere un solo dominio; con la liberalizzazione e' prevedibile un aumento dei domini italiani, attualmente 930 mila.

ANSA
 
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spacer.gif     Innovazione, l'Italia investe poco la metà degli altri Paesi europei
Inviato da: pleung di Mercoledì, 14 Luglio 2004 - 08:54 AM
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ROMA - Il nostro Paese è in ritardo nel campo dell'innovazione e della ricerca. Un ritardo accumulato nel corso degli anni e che penalizza l'intero sistema italiano rispetto al resto dell'Europa. A lanciare l'allarme è il 'IX Rapporto sulla tecnologia dell'informazione e della comunicazione in Italia' elaborato dal Forum per la tecnologia dell'informazione (Fti) in collaborazione con il Cnel.

Investimenti. Le cifre parlano chiaro: non basta quel 0,56% del Pil, investito nel 2003 dalle imprese private italiane in ricerca ed innovazione, se confrontato con l'1,3% di media europea, il 2,04% degli Usa e il 2,28% del Giappone. E se l'Italia non imprime un'accelerata a questi investimenti, in particolare nel Mezzogiorno, il rischio è quello di un'ulteriore perdita di competitività dell'intero sistema. A latitare sono soprattutto gli investimenti privati, in quanto sul fronte pubblico lo scorso anno il divario con partner europei e grandi competitori internazionali è stato contenuto: in Italia gli investimenti pubblici in ricerca sono infatti ammontati allo 0,54% del Pil, contro lo 0,69% di media continentale, lo 0,76% degli Stati Uniti e lo 0,81% del Giappone.

Ict. Per ciò che riguarda le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict), il Rapporto sottolinea come anche in questo ambito l'Italia debba compiere uno sforzo aggiuntivo. Sempre nel 2003, in questo settore (un mercato che vale 64,3 miliardi), la spesa delle imprese si è attestata al 5,2% del Pil, contro un 7% di media Ue (con un mercato comunitario stimabile in 561 miliardi). In questo campo è marcato soprattutto il ritardo delle piccole e medie imprese. Nell'Ict lavora il 3,1% del totale degli occupati italiani e la maggior parte (74,7%) si concentra nei servizi (di questi, il 21,1% nelle telecomunicazioni), contro il 25,3% del manifatturiero. Ancora poco diffuso il telelavoro: 9,5% degli occupati contro il 13% dell'Unione.

Italiani e informatica. Allarmanti sono le cifre sull'alfabetizzazione informatica degli italiani. Anche qui il nostro Paese è quasi il fanalino di coda dell'Unione, confermando la sua diffidenza verso i computer. I problemi iniziano dalla scuola: bassa è la percentuale di popolazione con istruzione post-secondaria (10,4% contro la media Ue del 21,5%). Ogni mille abitanti di 20-29 anni solo 5,7 sono laureati in materie scientifiche e ingegneristiche (11,3 nella Ue). La formazione permanente (il codiddetto lifelong learning) coinvolge solo il 4,6% dei cittadini (contro l'8,4% della media europea), mentre l'e-learning arriva all'8% (9% nella Ue).
Per ciò che riguarda il possesso dei computer, solo 19 italiani su 100 ne hanno uno (31% la media europea). Circa la metà della popolazione attiva, però, usa il computer per motivi di lavoro, ma solo il 18% ha ricevuto una formazione di base, contro il 28% della media europea. Si calcola che l'ignoranza informatica comporti una perdita complessiva di circa 115 milioni di giornate di lavoro all'anno, con un costo di 15,6 miliardi di euro.

E-generation. Nel processo di trasformazione della nostra società in una vera e-society, assumono sempre più importanza i giovani. Il Rapporto li divide in diversi gruppi. Troppi sono quelli ancora distanti dalla tecnologia e dalla Rete o quelli che ne fanno un utilizzo continuo ma limitato. Crescono, per fortuna, i 'super', quei giovani con una grande capacità manuale e di aggiornamento delle nuove tecnologie, che costituiscono una risorsa per il Paese.

Fattori positivi. Nonostante il trend negativo, qualcosa è stato fatto per colmare la distanza che ci separa dagli altri paesi europei. Insomma, non è tutto fermo. Lasciano ben sperare la diffusione della banda larga, il completamento dei processi di privatizzazione delle Tlc, la diffusione di Internet, gli investimenti per la sicurezza delle reti, l'introduzione del digitale.

Punti deboli. Molti restano tuttavia i punti deboli. Tra questi pesano notevolmente la frammentazione degli operatori del settore informatico, la debolezza finanziaria delle imprese della net economy, l'arretratezza culturale che frena l'innovazione e la ricerca, e soprattutto la mancanza di investimenti. Come ha sottolineato il presidente dell'Fti, Giorgio Pacifici: "per innovare occorrono ricerca, investimenti, formazione all'innovazione, ma soprattutto una nuova cultura nei diversi grandi operatori del sistema Italia". A lui ha fatto eco il ministro per l'innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, che ha ribadito l'importanza della ricerca, di un accumulo di conoscenze e della collaborazione con il mondo delle imprese.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Open source ed e-democracy Un convegno in Campidoglio
Inviato da: pleung di Mercoledì, 14 Luglio 2004 - 08:52 AM
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  News
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ROMA - A febbraio il comune di Roma annunciò l'adozione del sistema operativo Linux all'interno dei suoi uffici. La notizia fece il giro del mondo: un'altra grande città sceglieva di dare fiducia all'open source, tentando di affiancare il software libero ai prodotti delle grandi multinazionali. A distanza di cinque mesi, l'assessorato alla Comunicazione della capitale promuove un incontro per dibattere del rapporto tra l'innovazione tecnologica e la partecipazione democratica.

Domani, nella sala della Promoteca in Campidoglio si incontreranno politici, tecnici, appassionati e rappresentanti del cosiddetto "popolo della Rete" per una giornata di dibattito e confronto.

"Costruire la società dell'informazione vuol dire anche ripensare al modo di considerare la conoscenza, ponendo il problema del libero accesso al sapere", si legge in un comunicato dell'assessorato alla Comunicazione. "La storia dello sviluppo collaborativo, aperto e senza fini di lucro del sistema operativo Gnu/Linux costituisce un paradigma che spinge a riconsiderare molti concetti ritenuti ormai indiscutibili: la competizione e la segretezza come fattore di successo nell'innovazione tecnologica, il profitto come unico parametro di valutazione del successo individuale o di impresa"

Interverranno, tra gli altri, il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, i deputati Folena (Ds) e Palmieri (Fi), il senatore Cortiana (Verdi) e associazioni come Quinto Stato e la Free Software Foundation Europe.

Repubblica.it
 
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spacer.gif     Internet: Apple, iTune in crescita
Inviato da: pleung di Martedì, 13 Luglio 2004 - 09:49 AM